Da Sardegna Uno a … Sardegna Canta

Da lunedì 4 aprile l’emittente televisiva Sardegna Uno ha modificato totalmente palinsesto, grafica e logo e trasmette ora esclusivamente musica sarda, proponendo inoltre l’edizione del telegiornale in sardo campidanese.

Sin da subito l’acquisizione dell’emittente da parte del gruppo di Zuncheddu, ci siamo chiesti che fine avrebbe fatto Sardegna Uno e quale ruolo le sarebbe attribuito rispetto a Videolina e TCS.

Tra gli addetti ai lavori, già da diversi mesi circolavano voci che parlavano di un progetto in lingua sarda, capace di sostituire “Sa Radiolina”, emittente di musica sarda, per breve tempo disponibile sul digitale terrestre e le cui trasmissioni, chiariamo subito, sono ancora attive via web.

Tali voci sono state confermate lunedì 4 aprile, giorno in cui Sardegna Uno è diventata una stazione televisiva in lingua sarda. La maggior parte del palinsesto è dedicato alla trasmissione musicale e ricade all’interno del contenitore denominato “Sardegna Canta”.

Questo può trarre in inganno, perché in realtà non tutti i video provengono da interpretazioni avvenute all’interno del famoso programma.

Ogni brano è preceduto/seguito da una breve didascalia scritta in inglese ma con audio in italiano che descrive brevemente l’artista ed il brano trasmesso.

Il telegiornale in sardo campidanese, viene invece trasmesso nella fascia oraria dalle 14.30 alle 15.30, dalle 20.00 alle 21 e da mezzanotte all’una.

Abbiamo visto per ora alla conduzione la nota giornalista Paola Pilia alternata a Gianni Zanata. Il notiziario è privo di servizi esterni, ma è da segnalare la presenza di un approfondimento dedicato alle interviste condotto dalla stessa Paola Pilia.

A beneficio di telespettatori internazionali via streaming…

Dal punto di vista tecnico il nuovo logo segue lo stile grafico impiegato per quello di Videolina ed anche la direzione di Sardegna Uno è affidata come per Videolina ad Emanuele Dessì.

Il sito internet è stato aggiornato, raggiungibile all’indirizzo https://www.sardegna1.it/ dove è presente non solo lo streaming, ma vi è anche la possibilità di riascoltare diversi brani trasmessi dall’emittente.

Chiarita brevemente l’attuale situazione possiamo rispondere in tutta franchezza se da telespettatori questa nuova Sardegna Uno ci ha convinto o meno. Quanto segue rappresenta quindi l’opinione strettamente personale dello scrivente, che da sempre è favorevole alla trasmissione su qualsiasi mezzo, radio, tv e carta stampata di contenuti in sardo o che possano valorizzare le tradizioni dell’isola.

Ritengo che la nostra lingua merita di essere tutelata, e la sua diffusione anche attraverso il mezzo televisivo può certamente essere utile, anche se in primo luogo andrebbe insegnato anche nelle scuole.

Chiarito questo aspetto, non si può però fare a meno di notare come quanto proposto ora da Sardegna Uno, sembra essere frutto di un’idea incompleta, che non regge il confronto neanche con Sa Radiolina dove ad esempio la stessa Paola Pilia ed Alessandro Pili proponevano un ottimo programma in diretta.

I titoli del tg sono in italiano

Con questo non si vuole certamente sminuire l’importanza storica e culturale che Sardegna Canta ha avuto nella società sarda. La trasmissione ideata dal compianto Gianni Medda è diventata un appuntamento importante per numerosi gruppi folk e cantautori isolani che con grande emozione ambivano alla partecipazione nel programma, ma l’utilizzo del nome e del logo stesso di “Sardegna Canta” per proporre brani interni e video musicali esterni al programma ci fa temere che non ci sarà più l’appuntamento su Videolina, ma che oramai Sardegna Canta è diventata quanto proposto su Sardegna Uno.


Stride in un’emittente di questo genere che dovrebbe allontanare lo spettatore dai drammi quotidiani, lo scorrere in lingua italiana delle notizie nazionali. Così come sicuramente i titoli del notiziario andrebbero scritti in sardo.

Viene poi da chiedersi perché sulla nuova Sardegna Uno, a differenza di quanto si è visto in passato con Sa Radiolina, non è stato fatto per ora alcun comunicato in merito, nessun cenno neanche nel tg di Videolina o sulla carta stampata.
Anche nella recente intervista al direttore Emanuele Dessì, proprio nel notiziario di Sardegna Uno, nessuna parola su questo nuovo progetto, che potrebbe avere delle grandi potenzialità ma che al momento lascia alquanto a desiderare.

Definire quindi l’attuale Sardegna Uno un’emittente che intende valorizzare la cultura, la tradizione e la musica sarda mi sembra sopravvalutare un palinsesto che intende essere sopratutto musicale e che finirà con l’essere piuttosto ripetitivo.

Eppure realizzare qualcosa di più completo non è difficile: pensiamo ad esempio alla possibilità di realizzare spazi musicali dedicati a gruppi emergenti oppure ad un determinato stile musicale in grado di attirare anche un telespettatore più giovane del target attuale. Che senso ha infatti mischiare il canto a tenore con quello di altri artisti sardi che hanno influenze blues, rock o con sperimentazioni di altro genere? Le interviste curate da Paola Pilia, per restare in tema non potrebbero essere rivolte ad autori e gruppi sardi? Anche la letteratura sarda è spesso strettamente legata a quella musicale, non ci vogliono molte risorse per mettere in piedi un appuntamento settimanale in cui proporre una poesia, un testo o la recensione di un libro in lingua sarda.

Speriamo con il tempo di essere smentiti e vedere ulteriori novità nella programmazione attuale, la cui qualità evidentemente non fa parte dei criteri che la Regione stabilisce per i contributi editoriali sulla valorizzazione della lingua sarda.

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