– pronta la mappa delle frequenze televisive in Italia

Data di pubblicazione: 6/5/2007

Televisione

Immagine Ridimensionata Fonte Adnkronos – E’ pronta la mappa aggiornata e informatizzata delle frequenze e degli impianti televisivi in Italia: dopo un anno è infatti giunto al termine il lavoro di censimento e di collazione dei dati in possesso del ministero delle Comunicazioni e dell’Authority del settore che consentirà, terminate entro la fine del 2007 una serie di ispezioni e verifiche, di predisporre un piano di assegnazione delle frequenze basato su dati certi e inoppugnabili.

Presentato oggi alla stampa dal ministro Paolo Gentiloni e dal presidente dell’Agcom Corrado Calabrò, il ‘database’ unico delle frequenze televisive nazionali costituisce ”un grande risultato, raggiunto – spiega il ministro – dopo 20 anni di incertezza e che consente di mettere ordine a quella che è stata definita una ‘giungla”’.

”La mappa delle frequenze servirà – prosegue Gentiloni – per una distribuzione più giusta, per una maggiore apertura alla concorrenza e anche per migliorare il segnale televisivo”.

L’obiettivo è quello di ”riorganizzare senza espropriare niente a nessuno, tenendo presente che parliamo di un bene pubblico dato in concessione”.

In verità ci sono una decina di problemi di attualità, osserva ancora il ministro, che il ‘database’ concorrerà a risolvere: ”Da quelli che dite voi, i terzi poli, i soggetti che non hanno concessioni o che non hanno copertura sufficiente del segnale, al problema della radio nonché quello della transizione al digitale”

L’identikit della tv in Italia come emerge dal ‘catasto’ delle frequenze (che è stato elaborato a partire dai dati del Registro nazionale delle frequenze del ministero e da una sezione ad hoc del Registro nazionale degli operatori dell’Agcom) è di 629 emittenti, 10 multiplex digitali e 24.680 impianti-frequenze. I dati coincidono al 97% degli impianti ‘significativi’ (cioè superiori a una certa potenza): su una serie di ‘zone grige’ saranno realizzate ispezioni e verifiche congiuntamente da ministero e Agcom con l’ausilio della Polizia postale con un termine indicato da Calabrò e Gentiloni per la fine dell’anno.

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Anche se, ha sottolineato il ministro, ”le verifiche, se il sistema funziona, non finiscono mai”.

In ogni caso in questa fase ”le verifiche ci vogliono – ha precisato Calabrò – senno il quadro regolatorio poggerà sulle sabbie mobili. Confido che l’opera potrà essere conclusa entro la fine dell’anno e dopo realizzeremo il piano di assegnazione delle frequenze che solo così non cadrà dinanzi a qualche contestazione al Tar”.

Quindi Calabrò ha chiarito che il ”riordino del settore non potrà che avvenire con il nuovo piano: se vi saranno frequenze disponibili il ministero indirà una gara per gli aventi titolo. Diversa è la situazione delle frequenze liberate nel passaggio dall’analogico al digitale: quelle restano in disponibilità. Le frequenze – ha concluso – sono un patrimonio della collettività, un bene scarso e assegnabile dallo Stato ai privati e non occupato, come è accaduto finora”.

Il presidente dell’Agcom annuncia intanto che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni bandirà entro luglio la gara per l’assegnazione del 40% della capacità trasmissiva dei multiplex del digitale terrestre di Rai, Mediaset e Telecom Italia Media. ”Entro luglio dovremmo farcela”, ha detto Calabrò auspicando che alla gara, le cui procedure sono state indicate lo scorso marzo, possano partecipare ”produttori indipendenti” in grado di realizzare nuovi contenuti per il digitale terrestre.