Sardegna Uno acquisita dal gruppo di Videolina: cosa accadrà ora?

All’indomani dell’indiscrezione riportata sul nostro gruppo Facebook, al quale invitiamo ad iscriversi per commentare, leggere anticipazioni e segnalare quanto di utile ritenete opportuno, diversi organi di stampa hanno riportato e confermato oggi la notizia dell’acquisizione da parte dell’editore Sergio Zuncheddu dell’emittente Sardegna Uno.

Sardegna Uno non aveva molte alternative:

Da sottolineare tuttavia perché questo non emerge chiaramente negli articoli pubblicati oggi dalla stampa, che Sardegna Uno dal 2016 andava avanti mediante concordato preventivo. La situazione poi nell’ultimo anno è ulteriormente peggiorata, soprattutto in seguito al debito accumulato nei confronti di Ei Towers che gestisce gli impianti trasmittenti (molti dei quali proprio in seguito alle varie difficoltà risultano ormai spenti da anni)  ed il giudice del tribunale di Cagliari lo scorso aprile aveva pertanto dichiarato il fallimento dell’emittente, lasciando intravedere qualche speranza mediante la procedura avviata per l’affitto dell’azienda. All’asta giudiziaria secondo indiscrezioni, non risultano altri partecipanti se non Sergio Zuncheddu, altre notizie da confermare parlano invece di un ulteriore interessamento di un gruppo di imprenditori la cui offerta però ritenuta troppo bassa è stata subito scartata.

Sulla vicenda il parere dell’Associazione Della Stampa Sarda:

Ricordiamo per i non addetti ai lavori che Sergio Zuncheddu con il gruppo editoriale aveva già da prima una posizione di primaria importanza nell’isola essendo proprietario dell’Unione Sarda, Videolina, Tcs e Radiolina  

Secondo quanto riporta La Nuova Sardegna, sulla vicenda si è espressa in questo modo l’Associazione Della Stampa Sarda: “L’editore di Videolina, proprietario anche dell’Unione Sarda, con l’acquisizione della tv Sardegna 1 rafforza la propria posizione nell’editoria di informazione isolana, già estremamente significativa. La liceità di questa operazione, compatibile con i limiti di legge per le concentrazioni nell’editoria locale, non ne cancella gli oggettivi, potenti effetti politici, con la riduzione dei margini di pluralismo e di concorrenza fra testate, in un territorio che non può augurarsi l’oligopolio informativo, anche per aver conosciuto in passato la realtà del monopolio editoriale e i suoi effetti”.

Ci sono ancora diverse incognite da capire:

 Personalmente ritengo che Sardegna Uno, vista la situazione post Mazzella, con l’elevato numero di produzioni esterne, la rete trasmittente con diversi problemi tecnici, nonostante la volontà e lo spirito di sacrificio della redazione giornalistica e di tutti i lavoratori avesse già da diverso tempo perso quel ruolo storico di antagonista nei confronti di Videolina. Solo il tempo potrà dirci quanto autonomia sarà data all’emittente, ma soprattutto cosa si prospetterà per i lavoratori,  alla luce non solo dell’arrivo del nuovo editore, ma anche in relazione a tutte le problematiche del nuovo switch-off. Il rilascio delle frequenze, la nuova numerazione lcn, gli alti costi per entrare nei mux, una burocrazia ed un sistema di punteggio che non lascia scampo alle piccole realtà, consentiranno la sopravvivenza solo alle emittenti sorrette da grandi nomi imprenditoriali.
Cristian Puddu

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