– Rallenta il digitale terrestre nella Valle D’Aosta

Data di pubblicazione: 10/31/2007

Televisione

Immagine RidimensionataAl digitale terrestre Mauro Pagliero, amministratore di Rete St-Vincent ed E21 Network, non ci crede più e ritorna in modalità analogica.

Dopo un anno di programmazione su digitale terrestre due delle tre emittenti televisive regionali abbandonano la sperimentazione.

Studionord, invece, che sperimenta la trasmissione in diretta televisiva delle sedute del Consiglio regionale e che fa capo alla Sediv Spa, proseguirà le trasmissioni in digitale rinunciando, comunque, ad ulteriori investimenti.

Un “j’accuse” quello dell’editore Mauro Pagliero che mette in evidenza tutta l’incertezza che ancora regna nella sperimentazione del digitale e che guarda con il binocolo un futuro “all digital”.

“In una tale situazione tanto vale gettare la spugna e limitare i danni” spiega Pagliero che ha deciso di attendere tempi migliori. Tale scelta per l’editore che si dice amareggiato per il lavoro sprecato e per la scarsa considerazione ottenuta, penalizzerà comunque l’utente “che, già disorientato dai problemi riscontrati in buona parte dei decoder con software obsoleti, si vedrà scomparire i 13 canali sino a ieri trasmessi”.

L’editore di Rete St Vincent e E21 network, emittenti in digitale dalla data dello “swich off” del 16 aprile scorso, non la manda a dire al Ministero delle Comunicazioni che spingerebbe e finanzierebbe la sperimentazione digitale in Valle d’Aosta e Sardegna ma poi, “attraverso i propri organi periferici, costringerebbe gli operatori locali a lavorare secondo l’interpretazione di una legge scritta esclusivamente per l’emissione analogica e che di fatto ne impedisce lo sviluppo e la sperimentazione stessa”.

Pagliero rincara la dose evidenziando che chi ha creduto nella tv digitale terrestre ”investendo centinaia di migliaia di euro senza trarne alcun vantaggio economico non viene tutelato, anzi, viene considerato e punito come un abusivo da quelle persone che nell’amministrarci purtroppo ignorano gli indispensabili fondamenti tecnici connessi ai reali vantaggi che tecnologia digitale terrestre può offrire“. E aggiunge: “Non basta riempirsi la bocca con la definizione di regione ‘all digital’ senza però conoscere il significato tecnico della parola stessa”.
“Non bastano assessori preparati e volenterosi – conclude Pagliero – se poi tutto ciò viene censurato e pubblicizzato negativamente, anziché apprezzato e difeso, anche da alcuni soggetti che rappresentano l’Amministrazione Regionale stessa”. La polemica su DTT non arriva però solo dall’editore. Diversi operatori economici e rivenditori di decoder del capoluogo regionale lamentano da mesi il mancato introito della quota ministeriale di 70 euro. Si parla di crediti che toccano anche i 30 mila euro e che cominciano a pesare nelle casse di alcuni operatori.

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I problemi avanzati dai rivenditori riguardano anche alcune lamentele raccolta dagli utenti e relative alle informazioni poco chiare che ricevono chiamando al numero verde.

fonte piùpress 17 ottobre