– La Radio digitale nelle frequenze spente della tv analogica?

Data di pubblicazione: 9/27/2008

Radio

Immagine Ridimensionata
Nell’immagine radio T-DMB impiegata in Corea
(ANSA) – ROMA, 24 SET – Piccola e maneggevole, molto simile ad un lettore mp3, sul quale peraltro si puo’ caricare, con uno schermo che consentirà di godere dei ‘contenuti aggiuntivi’. E’ la radio digitale che dal primo trimestre del 2009 si potrà usare anche in Italia per ascoltare trasmissioni per il momento europee. Costo di base a partire da 60 euro, si potrà però almeno per il momento comprare solo all’estero o su internet.

A mostrarla, in un convegno organizzato oggi a Roma dai giornalisti della radio RAI e dall’USIGRAI, sono stati il Presidente di Rai Way Francesco De Domenico e l’AD Stefano Ciccotti, annunciando i buoni risultati gia’ ottenuti a Bologna e Venezia dalla sperimentazione della nuova tecnologia messa a punto a partire dal 2005, e la partenza in grande stile, dal 1 ottobre a Roma, del progetto che darà voce a 39 programmi radiofonici digitali.

Se i primi anni di sperimentazione con il sistema DAB (quello che da 10 anni viene usato in Gran Bretagna dove la radio digitale conta ormai 11 milioni di utenti) si sono risolti in un sostanziale fallimento, le nuove tecnologie in campo (che partono dalla piattaforma DAB ma con nuovi standard), assicurano i dirigenti Rai Way, colpiranno nel segno. Con la possibilità di arrivare finalmente a coprire tutto il territorio italiano, sottolinea De Domenico. Il tutto anche a costi contenuti: in pratica, spiega Ciccotti per la parte strutturale un decimo rispetto ai costi di una tv digitale.

Quanto alle frequenze, gia’ ci sono: sono quelle VHF che saranno lasciate libere con lo spegnimento della tv analogica e che sono gia’ destinate alla radio.

Leggi Anche  - Quale futuro per la radio?

Insomma la tecnologia e’ pronta ora tocca alla parte normativa. L’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, spiega il commissario Nicola D’Angelo, ha avviato nei mesi scorsi una consultazione pubblica sul regolamento e un tavolo con le associazioni e le emittenti, a ottobre l’appuntamento per la stesura finale del regolamento che dovrà sostituire quello del 2005. Ancora da vedere però procedure e costi di assegnazione delle frequenze e a questo proposito per il rappresentante dell’AGCOM ”sarebbe giusto ipotizzare un intervento pubblico a sostegno”.

Tant’è. Convocati dai giornalisti e dal sindacato, i direttori Antonio Caprarica (Radio Uno, Gr) Riccardo Berti (Isoradio) e Bruno Socillo (Gr Parlamento) sono entusiasti, ma sottolineano la necessità di fare attenzione ai contenuti aggiuntivi ”No a una tv dei poveri”, avverte Socillo, convinto che – seppure non da subito – si debba in prospettiva pensare ad uno switch off con la radio analogica.

Sul tappeto anche i problemi di personale, i cambiamenti nei modi di lavoro, la necessità di aggiornare profili professionali e contratti. ”Il digitale e’ il futuro che rilancia la radio – sostiene il segretario dell’USIGRAI Carlo Verna – la fruibilità e’ la vera spinta per attualizzare la radio”. Convinto di questo anche il presidente della FNSI Roberto Natale, che avverte: ”come dimostra questo incontro, i giornalisti non hanno paura del digitale, anzi. Chiediamo regole però, come strumenti di certezza per favorire uno sviluppo ordinato”. E Natale nota anche un ”contrasto stridente” tra la ”capacita’ progettuale e la passione per lo sviluppo dell’azienda RAI” dimostrata nell’incontro, ”e le sensazioni di paralisi che continuano a rimandarci le cronache politiche sulla vicenda RAI”.

fonti:RaiWay, Ansa, Wikipedia(immagine)

Leggi Anche  Radio Sardinia cede la 89.800MHz a Sportiva - News regione - notizie