– Il punto sull’alta definizione (seconda parte)

Data di pubblicazione: 5/30/2008

Speciali

Nella prima parte abbiamo elencato le differenze tra HD-READY, FULL HD e quindi i vari formati 1080p 1080i e 720p.
Ricordo il link all’articolo:https://www.sardegnahertz.it/html/modu … s/article.php?storyid=518

DVD (cenni)
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I lettori DVD hanno una risoluzione massima di 720×576 pixel
Alcuni ricevitori (ad esempio Samsung DVD HD870) possono leggere contenuti in alta risoluzione da un DVD normale e sono dotati di uscita HDMI (impiegata per l’alta risoluzione in sostituzione della presa scart).
In realtà eseguono un ricampionamento in uscita, con un netto calo della qualità non paragonabile ad un vero lettore in alta definizione.

Un contenuto in alta definizione occupa molto più spazio rispetto ad uno a definizione standard.
Ricordando che il sistema di compressione usato nei DVD è il formato MPEG-2 nato però per formati SDTV (720×576 px) da subito è sorto il problema di cercare un nuovo algoritmo che potesse ulteriormente risparmiare banda.

Per lo spazio ‘fisico’ sono stati studiati i supporti di memorizzazione Blu Ray e HD-DVD incompatibili con i lettori standard.
Il primo lettore di Blu-Ray in commercio è la Playstation 3, e non deve sorprendere visto che il principale artefice di questa tecnologia è la Sony.
I lettori si distinguono per un prezzo medio di 250 euro, un’alta risoluzione 1080p, ed una componente audio avanzata.
Con la rinuncia da parte di Toshiba alla produzione di HD DVD si può dire da quest’anno che questa ‘guerra’ è stata vinta da Sony e il suo Blu Ray.
Evitate quindi l’acquisto di lettori a prezzi stracciati in grado di leggere solo i formati HD-DVD.

Per quanto riguarda il discorso compressione nonostante i 54 GB di spazio massimo sul Blu-Ray, un solo film in MPEG-2 può occupare ben 25 GB. Il problema si risolve mediante l’uso del codec MPEG-4 AVG che raddoppia il fattore di compressione con una perdita video di norma tollerabile.

Va detto che le vendite dei lettori in alta definizione si mantengono basse, e che la tecnologia è tutt’altro che consolidata.
Non mancano soluzioni alternative proposte da Microsoft e da altre aziende la cui trattazione per motivi di spazio esula da questo articolo.

Satellite
La tv via satellite è stato il trampolino di lancio per la trasmissione di emittenti in alta definizione.
Come vedremo nella terza parte, sul satellite già a partire dagli anni 80 si effettuavano da parte della RAI prove tecniche di trasmissioni digitali con sistemi ben diversi da quelli attuali, ma con gli stessi obbiettivi.

La trasmissione di una stazione in alta definizione via etere, risente di un problema analogo a quanto visto per i supporti ottici: l’aumento della definizione comporta una richiesta di ‘banda disponibile’ poiché devono essere trasmessi un maggior numero di dati per mantenere un bitrate accettabile.
Nei primi anni del 2000, la trasmissione in alta definizione via satellite, era quasi del tutto assente, alcuni test sui satelliti della società lussemburghese ASTRA, venivano effettuati con il classico standard DVB-S e con la compressione MPEG-2 (ASTRA PROMO HD)
Questo sistema viene ancora in parte impiegato, ma ha il difetto di non permettere la trasmissione di molte emittenti in un unico trasponder con aumento di costi e diminuzione dei contenuti.
La codifica MPEG-2 è stata quindi da molti sostituita con MPEG-4, anche se il miglioramento netto si è avuto con il nuovo standard DVB-S2 nel quale varia anche la modulazione del segnale digitale.
Questo standard quindi non è compatibile con i ricevitori predisposti solo per il DVB-S.
DVB-S2 acronimo di Digital Video Broadcasting – Satellite Second Generation non nasce solo per le trasmissioni in HDTV, ma si adatta anche alla SDTV, a servizi interattivi, e quant’altro…

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Tralasciando tutte queste sigle, dal punto di vista strettamente pratico nonostante le stazioni in DVB-S2 siano attualmente una minoranza, e si trovino emittenti in alta risoluzione anche in DVB-S , la nuova specifica si dimostra particolarmente vincente e rappresenta per molti il futuro del satellite.
Nel momento in cui scrivo quest’articolo circa 35 emittenti sono ricevibili in Europa in chiaro con il sistema DVB-S2 e di questa una decina in HD (perché ribadisco il DVB-S2 non nasce solo per l’alta definizione).
Si tratta di qualche prova tecnica e qualche canale sportivo o musicale spesso solo temporaneamente in chiaro.
Se andiamo a vedere la somma dei canali HD ricevibili sia in chiaro che a pagamento nel solo formato DVB-S arriviamo a circa 85 canali.

Per quanto riguarda la situazione esclusivamente italiana, attualmente l’offerta più consistente (ed anche l’unica) è quella di SKY che prevede, come opzione aggiuntiva al normale abbonamento, 5 canali a pagamento in alta definizione.
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La trasmissione avviene con il nuovo standard DVB-S2 ed infatti viene fornito da SKY un ricevitore diverso da quello normalmente impiegato per il DVB-S ma retro compatibile anche con il vecchio standard.
E’ importante sottolineare che la risoluzione di 1080p è al momento utilizzata solo nei dispositivi Blu-Ray. Le trasmissioni di Sky, come le altre emittenti si fermano attualmente ad un massimo di 1080i.

Per quanto riguarda l’acquisto dei ricevitori, se siete interessati solo a SKY, potete usare il ricevitore che vi viene offerto per SKYHD. Tuttavia è quasi impossibile con questo ricevere gli altri canali HD presenti negli altri satelliti.
Chi dispone di un impianto dual-feed o motorizzato è meglio che prenda in seria considerazione l’acquisto di un ricevitore specifico.

Digitale Terrestre
Il sistema impiegato dalla RAI
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La Rai a partire dal 7 giugno trasmetterà in Sardegna e nelle zone di Milano, Roma, Torino e Valle d’Aosta le partite dei campionati europei di calcio (esclusivamente quelle in onda contemporaneamente su Rai1) in alta definizione all’interno del mux B.
Attualmente sono già in corso delle prove di trasmissione a Torino con la trasmissione di eventi sportivi registrati.

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Per la ricezione sarà necessario dotarsi di un ricevitore in alta definizione che possa elaborare il flusso MPEG4 di cui abbiamo parlato poco fa.
L’alta definizione non si limiterà alla partita, ma comprenderà le interviste e gli interventi, prima e dopo l’incontro.
Le 25 telecamere impiegata per l’alta definizione andranno nel segnale di smistamento IBC a Vienna. Da dove, poi i segnali arriveranno al centro di Milano per poi essere diretti in simulcast nel formato pal tradizionale, 16:9, e HD.

Dal punto di vista tecnico il segnale impiegato dalla RAI userà la codifica MPEG-4 AVC/H.264.
Durante la trasmissione del segnale, per poter far fronte alla richiesta di banda, per ora è certo che verrà temporaneamente spento il canale GULP ed è probabile una riduzione del bit rate degli altri canali.
Sulla qualità della trasmissione non vi sono ancora certezze, a Torino si eseguono attualmente test sia a 720p che 1080i.
Ricevitori
Quando è stato annunciata la sperimentazione da parte della RAI i ricevitori compatibili potevano contarsi sulle dita di una mano.
A partire dalla seconda metà di maggio, la situazione va lentamente migliorando.
Qui citeremo alcuni ricevitori, ma non vuole essere un elenco completo.

Il Telesystem TS6510 dispone di uscita HDMI e risoluzione di 1080i.
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Nella confezione troviamo anche il cavo HDMI, e completano la dotazione del ricevitore 2 prese scart, uscita audio digitale e televideo.
Il tutto con la possibilità di ricevere anche i segnali in MPEG2 ad un prezzo di 159,90 euro.
Si tratta di un ricevitore zapper non abilitato alla ricezione della paytv.

Anche i ricevitori Alice Home Tv e Tiscali Tv impiegati in comodato d’uso per la IPTV hanno un ricevitore DTT integrato che consente la visione dei canali trasmessi in alta definizione.

Chi preferisce optare per il tv con ricevitore integrato può scegliere televisori di fascia alta, come i Sony 46W4000 compatibili con l’alta definizione.

Infine vi è la possibilità delle schede DVB per computer.
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In questo caso quello che serve è un ricevitore USB o PCI per il digitale terrestre in grado di elaborare i segnali ricevuti con il codec mpeg4.
E’ indispensabile però avere un pc di ultima generazione, con una capacità di calcolo elevata per permettere di elaborare senza problemi l’immagine in alta definizione priva di blocchi o rallentamenti.
Per molte schede è necessario l’utilizzo di software alternativi a quelli originali, come ad esempio Dvbviewer, ProgDVB o ALTDVB in grado di sfruttare i driver BDA.
A questo poi si aggiungono codec come Cyberlink o Elecard in grado di trattare la compressione mpeg4 H.264

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Si dimostrano di facile configurazione da questo punto di vista le schede USB Terratec, subito in grado di ricevere canali HD con prezzi di circa 50 euro.
A questo si aggiunga una discreta scheda video ed un monitor che permetta di gestire le risoluzioni richieste da questo tipo di trasmissioni televisive.
Il pc può essere inoltre una valida alternativa ad i lettori da tavolo blu-ray.

E’ una sperimentazione
Si ricordi che attualmente si tratta di una sperimentazione, le cui modalità di trasmissione possono variare nel tempo, ed al momento in Italia non esiste uno standard che certifichi in che modalità debbano avvenire queste tramissioni.
Dopo gli Europei sarà la volta dei campionati mondiali di ciclismo e delle olimpiadi, ma nessuno può escludere che la tecnologia venga presto superata o che l’alta definizione non prenda piede, in attesa di nuovi standard come il DVB-T2 con lo scopo di migliorare ulteriormente il sistema di trasmissione.
Non sono mancate infatti critiche da parte delle associazioni di difesa dei consumatori, come l’ADICONSUM secondo la quale gli utenti sono in questi caso delle cavie con ricevitori che presto potrebbero diventare inutilizzabili.
Come vedremo nella terza parte infatti, sono già in corso da parte della RAI collaborazioni con altri produttori ed altre emittenti per altri sistemi in alta definizione diversi da quello impiegato nel digitale terrestre.
Resta il fatto che per ora vi è solo un accordo DGTVi e l’associazione HD Forum Italia per la pubblicazione di un documento che raccolga tutte le specifiche tecniche per l’alta definizione sul mercato italiano, la cui pubblicazione è prevista per questo autunno.

Rete 4
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Abbiamo parlato quasi esclusivamente della RAI, ma è doveroso ricordare che limitatamente alla nostra isola, con lo switch off del 1 marzo 2007, è attivo un mux di Mediaset nel quale sono in corso delle trasmissioni sperimentali in alta definizione.
Viene ripetuto il segnale di Rete4, upscalando la normale definizione a 1080i. Vengono fatte delle prove anche con il 720p.
Qualche volta vengono trasmessi contenuti, in HD nativo.
La sperimentazione avviene su un campione di utenti, a cui è stato consegnato da parte di Mediaset il ricevitore Humax hdci-2000t le cui caratteristiche tecniche sono visionabili su questo link (PDF) https://www.humaxdigital.com/global/pr … ew_leaflet/hdci-2000t.pdf

Come per la RAI, anche in questo caso il segnale è trasmesso in chiaro MPEG4 H264 e può essere ricevuto con le stesse tipologie di ricevitori citati in precedenza.