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Editoriali : Norvegia, uno switch-off parziale
cristian Inviato il 23/4/2015 14:32:22

Ha fatto molto scalpore ed è circolata su tutti i quotidiani ed i  social network la notizia dello switch-off definitivo della radio fm da parte della Norvegia, per il passaggio al sistema DAB.
Così Repubblica in un recente articolo: “È una fine annunciata, quella delle trasmissioni in modulazione di frequenza. Solo che nessuno si immaginava avvenisse così in fretta. La tecnica di trasmissione più usata al mondo dalla seconda metà del secolo scorso e sinonimo della radio così come la conosciamo oggi, potrebbe presto sparire. A fare da apripista è la Norvegia che dal 2017 sarà il primo paese al mondo a spegnere l'FM per adottare un protocollo digitale che promette di portare nell'etere una qualità paragonabile a quella del compact disc.”

La realtà non è però così semplice. Sul DAB si è già scritto un po’ ovunque, immagino quindi il lettore sia già in grado di comprendere i pro e contro di questa tecnologia.

Vi sono invece una serie di osservazioni da fare sullo switch off norvegese che in pochi hanno notato:dabnor
1) Passare al DAB non significa incentivare lo streaming: Non si capisce quindi come mai chi fa web radio sia così entusiasta della scelta norvegese. Semmai è l’esatto contrario, l’avanzare del digitale anche via etere potrebbe ostacolare la diffusione delle web radio.

2) La banda FM, non muore! Come riporta anche il sito https://www.radiosurvivor.com/2015/04/ ... -local-radio-association/ le piccole emittenti potranno trasmettere ancora in modulazione di frequenza. Quindi di cosa stiamo parlando, dove sarebbe lo switch off? Si evidenzia nell’articolo che:

- lo switch-off non è ancora definitivo in quanto richiede l’approvazione del parlamento
- oltre 200 emittenti locali e comunitarie potranno continuare la trasmissione in fm
- Secondo la NFL  (l’associazione di emittenti locali) l’adozione del DAB è il risultato di una spinta da parte di  DigitalRadio Norge e non dalla domanda dei consumatori. Altre precisazioni vengono fatti sulle percentuali di ascolti via DAB molto più bassi da quanto si è letto in giro in questi giorni, e sulle perplessità dovute ad esempio agli automobilisti stranieri, che con un autoradio tradizionale saranno tagliati fuori dall’ascolto di comunicati importanti come quelli del traffico, avvisi di emergenza e notiziari.

3) Contemporaneamente all’annuncio norvegese è arrivato il quasi ripensamento da parte di Svezia e Finlandia https://portale.italradio.org/index.ph ... func=display&sid=3392

Sono “piccoli” dettagli che non hanno trovato spazio in questi giorni, in cui si grida al miracolo per una tecnologia ormai obsoleta che alcuni (ossia coloro che hanno investito in questo) sperano venga adottata anche nel nostro paese, dimenticandosi che  sopratutto per le emittenti locali, il vero problema non è il tipo di trasmissione ma è l'assenza di validi contenuti.

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Editoriali : TCS a schermo nero
cristian Inviato il 3/4/2015 15:42:54

[aggiornamento delle 17.30: I programmi dell'emittente principale TCS sono nuovamente regolari]

A causa di un guasto tecnico, TCS trasmette in entrambi i mux dalla sera di ieri 2 aprile, a schermo nero.
Le altre emittenti dei mux non presentano alcun problema.
Si tratta pertanto di un guasto informatico, che si spera possa essere risolto nel più breve tempo possibile.
Non è richiesto pertanto nessuna modifica degli impianti o sintonia dei ricevitori da parte degli utenti impossibilitati in questo momento alla ricezione.
Per altre informazioni trovate una discussione sul forum.

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Editoriali : RadioMonitor analisi dati Sardegna
cristian Inviato il 18/2/2015 23:53:42

Sono stati pubblicati recentemente i dati Radiomonitor relativi al periodo giugno-dicembre 2014.
A livello nazionale emerge un lieve calo del numero degli ascoltatori  del mezzo radiofonico, mentre per quanto riguarda le emittenti la più seguita è sempre RTL 102.5, ma al secondo posto abbiamo Radio Italia s.m.i. In calo quindi RDS al terzo posto, mentre seguono Radio Deejay e Radio 105.
Sui dati nazionali trovate comunque numerosi commenti in rete, quindi passiamo in modo più dettagliato all’analisi dei dati relativi alla Sardegna.

popolazione: 1.454.000 con 930.000 ascoltatori nel giorno medio. In controtendenza rispetto al dato nazionale perché nei 6 mesi precedenti gli ascoltatori erano 926.000

Riepiloghiamo la situazione per il primo semestre 2014 in modo da confrontare le variazioni. Radio nazionali e le poche locali iscritte:
1) Radio 105 211.000
2) RDS 190.000
3) Radio italia smi 173.000
4) Rai Radio1 139.000
5) RTL 102.5  123.000
6) Rai Radio 2 100.000
7) Radio Deejay 96.000

1) Radiolina 71.000
2) Radio Sintony 65.000
3) Radio Iglesias 10.000
4) Radio Italia anni 60 8.000
5) Radio Studio one 7.000

Questi invece i dati per il secondo semestre  2014

1) RDS 215.000
2) Radio Italia smi 211.000
3) Radio 105  203.000
4) Rai Radio 1 153.000
5) RTL 102.5  125.000
6) Radio Deejay 104.000
7) Rai Radio 2 98.000

1) Radiolina 55.000
2) Radio Sintony 52.000
3) Radio Italia anni 60 21.000
4) Radio Iglesias 15.000
5) Radio Studio one 8.000

Anche nell’isola è confermata la scalata di Radio Italia, con 105 che sorprendentemente cala al terzo posto.
RTL pur mantenendosi al quinto posto, non decolla.
Considerando le nuove accensioni di Radio Sportiva ci si aspetterebbe un aumento degli ascoltatori.
Secondo invece i dati in entrambi i semestri  l’emittente ha avuto 17.000 contatti per giorno medio.

Infine per quanto riguarda le nostre emittenti locali, secondo GFK-Eurisko si è verificato un crollo degli ascolti sia da parte di Radiolina che di Sintony, con la prima che resta sempre la più ascoltata nel giorno medio, ma con una differenza tra le due ancora più ridotta rispetto al primo semestre.


LA PERCENTUALE DI ASCOLTATORI PER REGIONE
regioni

Confronto dati I° e II° semestre per regione Sardegna

semestre_confronti

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Editoriali : Un aiuto per Giovanni Andrea e per tutti i malati di leucemia
cristian Inviato il 12/2/2015 19:42:18

Giovanni Andrea vive a Sassari, ha 6 anni e da quando ne aveva 3 fa la chemio. Ora non basta più, ha bisogno al più presto di un trapianto di midollo osseo.

Solo una persona su centomila è compatibile; basta un semplice prelievo di sangue, detto tipizzazione, che effettuato nei centri specializzati permette l’inserimento dei propri dati in un database internazionale.

Uno su centomila farà meno paura a Giovanni Andrea e a tutti i malati di leucemia.

 

Sardegnahertz intende collaborare alla campagna di sensibilizzazione alla tipizzazione, promossa da un gruppo di volontari vicini alla famiglia di Giovanni Andrea: le emittenti radiofoniche che vogliono contribuire possono trasmettere un breve spot scaricabile cliccando qui.

 



La campagna di sensibilizzazione prevede anche un evento challenge sui social Network con l’Hashtag  #PlayPrayAct.
 Questo è il primo video https://www.youtube.com/watch?v=z_X0TUkts3E che potete condividere e diffondere - con lo stesso Hashtag nel titolo - e partecipare.

Un volontario impegnato in tutte le attività della campagna di sensibilizzazione è disponibile – previo precedente contatto - per dirette telefoniche o chiarimenti al 3406451963.

Grazie a tutti per la collaborazione!
 Per  informazioni potete inoltre contattarci alla solita mail info@sardegnahertz.it o telefonicamente al numero presente nella pagina contatti.

Questo l'elenco delle emittenti a cui vanno i ringraziamenti per la pubblicazione di spot audio-video e per le interviste:
Radio Venere
Radio Onda Stereo
Radio Del Golfo
Radio Internazionale
Radio Nova Sorso
Radio Italia anni 60
Radio Arcobaleno
Radio Golfo Degli Angeli

Radiolina

Telegi (spot video)

Intervista Sardegna uno
Intervista Radio Sintony

Intervista RAI e Videolina

 

intervista Videolina

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Editoriali : Fine degli scambi per Radio Padania?
cristian Inviato il 13/7/2014 11:52:40

E’ passato tanto tempo dalla prima segnalazione riguardante l’attivazione di Radio Padania nell’isola. In seguito ulteriori frequenze hanno sconvolto anche in Sardegna (o meglio soprattutto in Sardegna) il panorama delle frequenze radiofoniche.

Ricordo, a quanti potrebbero sorprendersi che Sardegnahertz, è stato probabilmente uno dei primi siti anni fa ad aver sottolineato il problema, lanciando anche una petizione contro le attivazioni di Radio Padania. padania_f
Considerando che questo sito nasce soprattutto per valorizzare le emittenti locali dell’isola, la mia posizione supportata dalla maggior parte dei collaboratori, è sempre stata abbastanza chiara sull’argomento: L’attivazione di queste frequenze a lungo termine, rappresenta sempre  un danno per le emittenti locali ed è fonte di disturbi e di interferenze.  Da  parte di chi può permettersi di entrare nel “gioco”  è un ‘raggiro’ per superare le attuale normative; mentre altri in passato hanno pagato le frequenze a caro prezzo.
Non porta vantaggi inoltre il fatto che l’emittente locale “YYY” attivi nuove frequenze se poi sullo stesso bacino insieme a queste vengono attivate, grazie allo stesso sistema, anche i network nazionali.

L’argomento in questi giorni è nuovamente d’attualità grazie  alle numerose attivazioni in Sicilia, regione dove evidentemente, ci sono editori che si fanno più scrupoli di quelli presenti in Sardegna. A partire da Salvatore Giordano, editore dell’emittente palermitana Primaradio uno dei primi ad aver denunciato l’occupazione delle frequenza da parte del carroccio.

Nei giorni scorsi Riccardo Nuti (portavoce della camera per il Movimento 5 Stelle, non a caso eletto nella circoscrizione XXIV SICILIA 1 ) ha presentato un’interrogazione, sottolineando per la prima volta dal punto di vista politico il problema a livello nazionale vedi link
Ma va ricordato che già in passato appelli da politici regionali hanno portato ad un nulla di fatto.

E’ importante inoltre sottolineare che il 12 aprile 2014, secondo il parere del l’Avvocatura Dello Stato la cessione (anche mediante contratto di permuta) degli impianti, attivati dalle radio nazionali comunitarie ai sensi dell’art. 74, comma 2 della legge n. 448/01, è illegittima.

Che la situazione stia cambiando, lo dimostrano anche le numerose frequenze di RETE5, acquisite da ex frequenze di Radio Padania,  passate frettolosamente  a Rete5-Lattemiele , (non per fare una cortesia agli amanti di Lattemiele) ma semplicemente perché le è stato imposto di regolamentare le emissioni  in quanto Rete5  trasmetteva in realtà contenuti ben diversi da quelli presenti nell’emittente originale, e con una “programmazione” diversa su ogni postazione.
Emittente che nell'isola si è dimostrata come una presenza  temporanea, aleatoria accesa talvolta per settimane o mesi, per poi cedere nuovamente la frequenza.

Per la prima volta pertanto la strada per Radio Padania potrebbe diventare in salita. Per sapere quanto sarà ripida, non resta che attendere eventuali sviluppi nella vicenda.

Cristian Puddu

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