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Editoriali : Riepilogo dati Radio Monitor 2013
cristian Inviato il 20/2/2014 18:54:21

Sono stati pubblicati i dati RadioMonitor, basati su un campione di 120.000 interviste effettuate da gennaio a dicembre 2013.

A livello nazionale questi i primi posti rilevati

1)      RTL 102.5            6.930.000

2)      Radio Deejay    4.898.000

3)      Radio 105            4.714.000

4)      Rds                        4.699.000

5)      Radio Italia         4.601.000

6)      Rai Radio 1         4.204.000

7)      Rai Radio 2         2.948.000

Seguono Virgin, Radio 24, Radio Kiss Kiss, R101, M2o, Radio Capital, Radio Maria, Rai Radio 3, Radio Montecarlo.
Qualche confronto con il 2012: RTL consolida il primato aumentando gli ascoltatori (+232.000), mentre  Radio Deejay pur confermandosi al secondo posto subisce un calo di 333.000 unità.

Male la RAI, ancora in calo, così come R101 che  perde rispetto all’anno precedente 232.000 ascoltatori.

Tra le emittenti in crescita da segnalare Radio Italia, Radio 24 e Radio Capital.

Passando alla nostra isola, abbiamo un totale di 953.000 ascoltatori su una popolazione di 1.484.000 unità.

1)      RDS                      225.000

2)      Radio 105            217.000

3)      Radio Italia         203.000

4)      Rai Radio 1         160.000

5)      RTL 102.5            140.000

6)      Radio Deejay    108.000

7)      Rai Radio 2         103.000

8)      Radiolina            81.000

9)      Radio Sintony   76.000

10)   Virgin Radio       61.000

11)   Radio R101         55.000

12)   Radio Capital     54.000

Le altre regionali iscritte hanno raggiunto questi  dati:
Radio Iglesias 13.000, Radio Macomer Centrale 11.000, Radio Studio One 10.000.

Qualche considerazione:  come vedete vi sono differenze piuttosto evidenti nell’isola rispetto al totale nazionale. Rtl 102.5 nonostante l’accensione di nuove frequenze non decolla e non sorpassa la RAI. Da segnalare con piacere inoltre la presenza di Radiolina e Radio Sintony nei primi 10 posti.

Ma rispetto al 2012, Radiolina perde 8000 ascoltatori, la stessa cifra  in più si ritrova invece  l’emittente di via Barone Rossi.  Un caso, una strana coincidenza matematica? Infine nel 2013, così come avevamo nei dati Audiradio, l’emittente più ascoltata nell’isola risulta essere RDS mentre nel 2012 avevamo Radio 105 con 242.000 ascoltatori seguita da RDS con 220.000
L’analisi effettuata in questo articolo si riferisce esclusivamente agli ascoltatori nel giorno medio.
Link consultati :
Dati 2012

Dati 2013

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Editoriali : L'Unione Europea ed i 60 anni della RAI
cristian Inviato il 3/1/2014 17:19:23

Come avrete modo di vedere dai palinsesti speciali che la prima rete televisiva proporrà oggi in prima serata, la RAI compie teoricamente 60 anni in quanto Il 3 gennaio 1954, cominciarono le prime trasmissioni televisive ufficiali. Il teorico è dovuto al fatto che in realtà 60 anni fa iniziarono le prime trasmissioni regolari di RAI1.  Ma solo il 10 aprile, la RAI acronimo di Radio Audizioni Italiane divenne Rai Radio Televisione Italiana.
Per essere più corretti, si dovrebbero quindi festeggiare oggi i 60 anni dalla nascita delle prime trasmissioni televisive regolari in Italia.

Alcuni passaggi sono ben specificati, su diversi siti, tra cui wikipedia:
1924: A Torino, nasce l'Unione Radiofonica Italiana (URI).

1928: l'Unione Radiofonica Italiana viene trasformata in Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR).

1931: L'EIAR acquista il Teatro di Torino di Via Verdi, nel capoluogo piemontese e lo adibisce ad Auditorium (il primo d'Italia)[senza fonte], per ospitare la sede della propria Orchestra Sinfonica Nazionale. Nello stesso Teatro di Torino e nella vicina sede storica dell'EIAR, si svolgeranno i primi esperimenti di trasmissione televisiva. Inaugura il centro di produzione radiofonica di Via Asiago 10 a Roma. Il palazzo viene tuttora utilizzato per la messa in onda dei programmi di Rai Radio 2 e Rai Radio 3.

1944: Il Governo Italiano e la SIP fondano la Radio Audizioni Italiane, sorta dalle ceneri dell'EIAR.

1950: Nasce il Terzo Programma radiofonico, l'attuale Rai Radio 3; fu la prima emittente italiana a trasmettere in modulazione di frequenza.

rai_monoscopio_old

1951: La RAI rivede la propria offerta creando le reti a diffusione nazionale Programma Nazionale, Secondo Programma e il neonato Terzo Programma.[5]

1952: La Radio Audizioni Italiane viene ceduta all'IRI.

1954: Il 3 gennaio Fulvia Colombo inaugura il Programma Nazionale, l'attuale Rai 1 e sempre lo stesso giorno parte anche il Telegiornale (l'attuale TG1). Inizia il regolare servizio di televisione. I principali trasmettitori sono a Roma, Milano, Napoli, Torino, Monte Peglia. Alla sera prende il via La Domenica Sportiva, il programma più longevo della televisione italiana ancora oggi in onda. Di conseguenza, il 10 aprile, la Radio Audizioni Italiane S.p.A. cambia la denominazione sociale in Rai Radiotelevisione Italiana S.p.A.

1957: Con un decennio di anticipo rispetto alla tempistica inizialmente prevista, tutto il territorio italiano è coperto dal segnale televisiv]. La RAI inizia a trasmettere messaggi pubblicitari in TV con Carosello, ed a Roma, inaugura lo storico centro televisivo di Via Teulada, 66.

Sarebbe bello proporre un documentario con  i cambiamenti e le tecnologie impiegate dalla RAI nel corso degli anni, che talvolta, soprattutto in passato si è resa partecipe di diverse sperimentazioni, alcuni  pionieristiche e fallimentari, altre invece all’avanguardia.  Non mi riferisco solo al passaggio dal bianco e nero al colore, ma altri argomenti come l’alta definizione, il 3D, la sfortunata trasmissione dal satellite Olympus, il digitale, le tecnologie impiegate per Italia ’90 e altro ancora. Purtroppo sono argomenti che non saranno trattati nel corso di questa giornata.


L’occasione sarà sfruttata invece per proporci con un po’ di malinconia vecchie trasmissioni e personaggi che hanno fatto storia dell’azienda di stato,  per ricordarci, senza troppe spiegazioni, come nei migliori assiomi degni di paesi  tutt’altro  democratici che “il canone si deve, il canone si vede”. 


Proprio sull’abolizione di questa tassa – poiché di tassa si tratta -  il 19 marzo,  il presidente della commissione di vigilanza RAI, Roberto Fico (Movimento 5 stelle), si recherà a Bruxelles per fornire spiegazioni,  in seguito ad una petizione firmata da migliaia di cittadini ora  al vaglio dell’UE.


Questa intende chiarire diversi aspetti, in particolare se  L’operazione di sigillare il televisore per non pagare il canone,  possa violare l’art.10 della convenzione europea sui diritti dell’uomo perché limita la possibilità di ricevere informazioni.  

Aggiornamento: circola in diversi siti, in queste ore, una notizia, secondo la quale la corte europea, si è già espressa il 30 dicembre per l’abolizione del canone RAI. E’ palesemente falsa e infondata e nasce come altri casi da un sito satirico.

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Editoriali : Lt Multimedia, il punto della situazione
cristian Inviato il 24/12/2013 17:54:28

L’impoverimento generale di contenuti nel digitale terrestre, non riguarda solo le locali. Si è raggiunto l’apice con la scomparsa di quel  poco che restava di SportItalia.  Le ultime vicende rasentano il ridicolo.

Molti si sono persi tra varie sigle, ed ignorano il significato del cartello trasmesso per più giorni. Si può cercare, tralasciando qualche piccolo particolare di riassumere il tutto in questo modo:

Per  Valter La Tona, patron di LT Multidimedia non  è un buon periodo. Dopo la cacciata da Sky  (che costituiva con 12 milioni di euro all’anno l’entrata economica più importante per il gruppo), la sua società ha  fatto ricorso in tribunale. Ma per il giudice non vi è nessun obbligo da parte di Sky.
E’ andata peggio con il contratto pubblicitario. Valter La Tona infatti intendeva far svolgere la campagna pubblicitaria tramite la propria azienda, invece  il tribunale di Milano ha stabilito che la raccolta pubblicitaria dovrà proseguire tramite la società PRS (che aveva il contratto in esclusiva prima che LT acquistasse  i canali SportItalia). L’imprenditore non l’aveva presa molto bene, da qui il cartello informativo tramesso per più giorni.

Le prossime mosse, o almeno le più probabili, saranno l’arrivo di Alice al posto di Arturo,  Nuvolari al posto di Sport3, e  Leonardo al posto di Nuvolari.
Per Marco Polo , salvo ripensamenti, ci saranno delle finestre all’interno dei canali Sport 1 e 2.


Intanto gli amanti del pallone (dove per pallone secondo l’emittente si intende Juventus, Inter, Milan) possono seguire le trasmissioni di Top Calcio 24, trasmesso dalle 2 alle 19.00 all’interno dell’emittente Wingatv.

Nei prossimi giorni aggiorneremo tutti i dati tv presenti nel nostro database.  Buone feste a tutti i lettori.

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Editoriali : Sempre più crisi per le tv locali
cristian Inviato il 5/11/2013 17:56:03

E’ una crisi infinita quella che coinvolge l’intero paese, e che coinvolge  tutti i settori compreso quello televisivo.  A livello nazionale viene dato risalto solo  a situazioni come quella di SportItalia, ma la realtà delle emittenti locali è a dir poco preoccupante, con scioperi e licenziamenti che interessano un po’ tutte le regioni.

Per quanto ci riguarda conosciamo la situazione della nostra regione:

Sardegna 1

Giorgio Mazzella cede l’azienda ad una nuova società che secondo quanto riferiscono i sindacati non ha nemmeno i soldi per pagare gli stipendi. I lavoratori sono in assemblea permanente e ieri 4 novembre nella terza giornata di sciopero, si è svolto un incontro con alcuni parlamentari sardi.

La situazione degli impianti è buona, ma persistono disagi nelle zone interne e nei ponti minori. Recentemente è stato riparato un guasto al trasmettitore da Monte Oro (Sassari).

Videolina

Pur essendo tra le emittenti isolane, quella con meno problemi, si è cercato nell’ultimo anno di ridurre le spese con una serie di tagli. In primo luogo è stato eliminato il segnale dal satellite. Sono stati operati delle riduzioni riguardanti le trasmissioni sportive e ove possibile si è fatto meno di personale (ad esempio per “Il Meteo”)

Non ci sono particolari difficoltà nella gestione degli impianti di trasmissione.

Nova Tv

Già in difficoltà economiche in passato,  raggiunse un periodo decisamente buio l’anno scorso con la cassaintegrazione di una decina di lavoratori.
Attualmente l’emittente sembra essersi in parte ripresa, e cerca di proporre anche qualche evento del territorio in diretta.  Gli impianti risultano spenti a Sassari ed Alghero, mentre nelle altre zone dell’isola si segnalano saltuariamente  delle brevi interruzioni del segnale.

Cinquestelle Sardegna

La crisi del gruppo Tesar, colpisce non solo la tv, ma anche l’emittente Radio Internazionale. Soprattutto per quest’ultima ci sono stati nel periodo 2011-2012 diversi problemi in tutta la rete di trasmissione.

Per alcune piccole, ma importanti realtà locali il compromesso è stato quello di abbandonare l’idea di investire in nuovi impianti. E’ il caso ad esempio di TeleSardegnaSupertv.

Altre, dopo cambiamenti societari, cercano nuovamente di riprendersi, ma anche in questo caso pur avendo la possibilità di coprire tutto il territorio regionale,  si ritrovano invece con una copertura limitata e con nuove attivazioni promesse di giorno in giorno, che vengono poi puntualmente rinviate. Come ad esempio Teletirreno Sardegna.

canale 40

Nonostante questo ci sono anche buone notizie. Per Canale 40 emittente particolarmente seguita nel sulcis, la crisi culminò nel 2009 con la chiusura. L’emittente continuò a trasmettere saltuariamente il segnale di radio Luna. La sua rinascita si deve all’accordo di nuovi soci che credono in questo difficile rilancio.

Potrebbe esserci qualcosa di simile anche per Antenna1, emittente di Sassari, che dopo essere caduta in gravi difficoltà economiche e aver messo in cig tutti i lavoratori  non risulta più attiva. A complicare le cose in questo caso vi è anche lo sfratto della postazione in cui l’emittente trasmetteva.

I primi segni della crisi si ebbero nel  2008, quando la tv non fu più in grado di garantire la trasmissione delle sedute in diretta del consiglio comunale di Sassari.  A seguire ci fu la sospensione del giornale e di tutti i programmi autoprodotti. Antenna 1 rappresentava una valida fonte di notizie per tutta la provincia di Sassari. Nella città rimane quindi in piedi solo il mux trasmesso da Telegì.

Per il consumatore finale, ossia per il telespettatore emerge una situazione tutt’altro che soddisfacente in quanto ci sono zone un tempo coperte dalle emittenti, che non vedono più il segnale, non da mesi ma in certi casi, anni.
La manutenzione e l’attivazione di un ponte tv comporta infatti dei costi, che le emittenti possono sostenere solo se giustificati dall’arrivo di ulteriori sponsor  e da un netto aumento degli ascolti.

La situazione appena descritta riguardante la nostra isola vale purtroppo per molte altre regioni. E’ un periodo nero per l’emittenza locale.  Certo le motivazioni possono essere diverse, non si può liquidare il tutto con la parola “colpa del digitale terrestre”.  In certi casi abbiamo assistito anche ad una totale mancanza di pianificazione, rilancio e promozione da parte degli editori.

In Sicilia ad esempio recentemente ha chiuso l’emittente TeleD. Ci sono licenziamenti ad Antenna Sicilia e contratti di solidarietà per  Telecolor e Telejonica. In Puglia Telenorba ha messo in cig 50 dipendenti.  Ma va male anche nel nord Italia dove chiudono emittenti storiche nate negli anni 70.
Drammatico il bilancio della Slc-Cgil: il 90% delle emittenti locali italiane ha fatto domanda per la cassa integrazione.

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Editoriali : Complimenti Videolina, ma...
cristian Inviato il 3/10/2013 15:10:05

Nella giornata di domenica 23 settembre, con la visita in Sardegna di Papa Francesco, l’emittente Videolina ha realizzato nella fascia tra le 8 e le 13 del mattino quasi il 50% di share, raggiungendo tra le 10 e le 11.30 picchi del 55%. Numeri incredibili per una tv locale.

La visita del pontefice nell’isola è stata seguita anche da altre emittenti (Sardegna1, Cinquestelle, Nova tv, Tcs) ma la principale emittente di Zuncheddu è stata l’unica ad avvalersi (oltre che delle immagini del Centro Vaticano) anche di telecamere personalizzate, e commenti in studio.
Tecnicamente inoltre sono stati effettuati i collegamenti  tramite tecnologia 4G.

Va detto, che l’emittente non è nuova a questo genere di dirette , ma in questo si è arrivati ad una lunghezza di circa 10 ore.  Le precedenti esperienze, tra le quali è da ricordare la Sagra di Sant’Efisio,  sono state certamente una buona base per il know-how necessario per raggiungere l’evento, premiato quindi da grandi numeri da parte dei telespettatori.

Che Videolina, sia tra le emittenti regionali, un esempio  per tutta l’Italia e che abbia un elevato numero di auto-produzioni non è la prima volta che stiamo qui a scriverlo.  Tuttavia,  non è tutto oro quel che luccica.
Se tecnicamente non vi è nulla da criticare, soprattutto ora che gli studi non sono più angusti e minuscoli spazi, come quelli di Via Marconi, quello che non consente alla rete di elevarsi e di diventare un reale punto di riferimento per tutti i sardi, sta proprio nell’informazione.

La colpa non è certamente del direttore Emanuele Dessì che in questo caso fa semplicemente, quello che è sempre stato fatto. Ed è infatti un problema che Videolina si porta dietro già da diversi anni…

Ci vuole quindi più coraggio nel tentativo di migliorarsi e di cambiare.

In primo luogo, una tv realmente “regionale” dev’essere in grado di fare informazione a 360° tenendo conto delle problematiche presenti su tutta la regione.  Spesso invece la cronaca di quanto avviene al di fuori del cagliaritano passa in secondo piano, e viene data più importanza a vicende di cui francamente non si sente l’importanza,  ma che vengono comunque segnalate perché accadute a Cagliari. Questo compito potrebbe essere svolto invece dall’altra rete TCS, ma non dovrebbe esserlo per Videolina. Alcuni servizi proposti dal tg, sono idonei per un rotocalco, un settimanale ma non un notiziario regionale.

La presenza di altri canali nel mux, o almeno un’edizione delle tante trasmesse dall’emittente, potrebbe essere sfruttata per proporre esclusivamente notizie locali o “minori” delle varie province dell’isola. Ma a pensare male si potrebbe chiedere, perché divulgare anche la cronaca locale (o almeno parte di questa) che invece i lettori possono trovare acquistando l’Unione Sarda?

La totale assenza di scoop, e inchieste che realmente indagano sulla cronaca, sulle problematiche sociali e lavorative dell’isola è un altro problema che l’emittente si porta dietro da anni. E’ altresì un dato di fatto l’assenza di edizioni straordinarie del tg in occasione di vicende particolari quali ad esempio nubifragi, incendi, e gravi vicende politiche.

Per questo motivo l’emittente, a mio avviso non ha saputo fotografare la reale situazione dell’isola, la precarietà del mondo del lavoro, le continue lotte e proteste da parte dei cittadini.

Se nei vestiti si dimostra una grande stazione, all’interno invece è figlia di un vecchio sistema di informazione.  Non è un giornalismo dinamico dove si va alla ricerca del personaggio,  ma al contrario è il politico o imprenditore di turno, che consapevole degli ascolti dell’emittente, sfrutta questo canale.
Non è un caso, che qualcuno, abbia utilizzato in passato epiteti come  Tele-Pili, Tele-Cellino e via dicendo …Sappiamo poi con il presidente del Cagliari, come è andata…a dimostrazione che una volta rotto il matrimonio, ci si può dedicare ad altro…

A queste problematiche, si aggiunge la chiusura delle trasmissioni via satellite.  Scelta che testimonia come l’emittente non navighi in splendide acque, ma abbia dovuto fare delle scelte e dei tagli. Resta comunque  una grande perdita per i numerosi emigrati sardi.  Ed il web e lo streaming non sono la stessa cosa.

Nonostante questo, permangono i numerosi aspetti positivi dell’emittente, che nella recente e lunga diretta ha soprattutto dimostrato quanto sia in piena crisi l’emittenza sarda, incapace infatti di produrre valide alternative.

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