Complimenti Videolina, ma...

Data 3/10/2013 15:10:05 | Argomento: Editoriali

Nella giornata di domenica 23 settembre, con la visita in Sardegna di Papa Francesco, l’emittente Videolina ha realizzato nella fascia tra le 8 e le 13 del mattino quasi il 50% di share, raggiungendo tra le 10 e le 11.30 picchi del 55%. Numeri incredibili per una tv locale.

La visita del pontefice nell’isola è stata seguita anche da altre emittenti (Sardegna1, Cinquestelle, Nova tv, Tcs) ma la principale emittente di Zuncheddu è stata l’unica ad avvalersi (oltre che delle immagini del Centro Vaticano) anche di telecamere personalizzate, e commenti in studio.
Tecnicamente inoltre sono stati effettuati i collegamenti  tramite tecnologia 4G.

Va detto, che l’emittente non è nuova a questo genere di dirette , ma in questo si è arrivati ad una lunghezza di circa 10 ore.  Le precedenti esperienze, tra le quali è da ricordare la Sagra di Sant’Efisio,  sono state certamente una buona base per il know-how necessario per raggiungere l’evento, premiato quindi da grandi numeri da parte dei telespettatori.

Che Videolina, sia tra le emittenti regionali, un esempio  per tutta l’Italia e che abbia un elevato numero di auto-produzioni non è la prima volta che stiamo qui a scriverlo.  Tuttavia,  non è tutto oro quel che luccica.
Se tecnicamente non vi è nulla da criticare, soprattutto ora che gli studi non sono più angusti e minuscoli spazi, come quelli di Via Marconi, quello che non consente alla rete di elevarsi e di diventare un reale punto di riferimento per tutti i sardi, sta proprio nell’informazione.

La colpa non è certamente del direttore Emanuele Dessì che in questo caso fa semplicemente, quello che è sempre stato fatto. Ed è infatti un problema che Videolina si porta dietro già da diversi anni…

Ci vuole quindi più coraggio nel tentativo di migliorarsi e di cambiare.

In primo luogo, una tv realmente “regionale” dev’essere in grado di fare informazione a 360° tenendo conto delle problematiche presenti su tutta la regione.  Spesso invece la cronaca di quanto avviene al di fuori del cagliaritano passa in secondo piano, e viene data più importanza a vicende di cui francamente non si sente l’importanza,  ma che vengono comunque segnalate perché accadute a Cagliari. Questo compito potrebbe essere svolto invece dall’altra rete TCS, ma non dovrebbe esserlo per Videolina. Alcuni servizi proposti dal tg, sono idonei per un rotocalco, un settimanale ma non un notiziario regionale.

La presenza di altri canali nel mux, o almeno un’edizione delle tante trasmesse dall’emittente, potrebbe essere sfruttata per proporre esclusivamente notizie locali o “minori” delle varie province dell’isola. Ma a pensare male si potrebbe chiedere, perché divulgare anche la cronaca locale (o almeno parte di questa) che invece i lettori possono trovare acquistando l’Unione Sarda?

La totale assenza di scoop, e inchieste che realmente indagano sulla cronaca, sulle problematiche sociali e lavorative dell’isola è un altro problema che l’emittente si porta dietro da anni. E’ altresì un dato di fatto l’assenza di edizioni straordinarie del tg in occasione di vicende particolari quali ad esempio nubifragi, incendi, e gravi vicende politiche.

Per questo motivo l’emittente, a mio avviso non ha saputo fotografare la reale situazione dell’isola, la precarietà del mondo del lavoro, le continue lotte e proteste da parte dei cittadini.

Se nei vestiti si dimostra una grande stazione, all’interno invece è figlia di un vecchio sistema di informazione.  Non è un giornalismo dinamico dove si va alla ricerca del personaggio,  ma al contrario è il politico o imprenditore di turno, che consapevole degli ascolti dell’emittente, sfrutta questo canale.
Non è un caso, che qualcuno, abbia utilizzato in passato epiteti come  Tele-Pili, Tele-Cellino e via dicendo …Sappiamo poi con il presidente del Cagliari, come è andata…a dimostrazione che una volta rotto il matrimonio, ci si può dedicare ad altro…

A queste problematiche, si aggiunge la chiusura delle trasmissioni via satellite.  Scelta che testimonia come l’emittente non navighi in splendide acque, ma abbia dovuto fare delle scelte e dei tagli. Resta comunque  una grande perdita per i numerosi emigrati sardi.  Ed il web e lo streaming non sono la stessa cosa.

Nonostante questo, permangono i numerosi aspetti positivi dell’emittente, che nella recente e lunga diretta ha soprattutto dimostrato quanto sia in piena crisi l’emittenza sarda, incapace infatti di produrre valide alternative.




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