Rai: spenti anche i 1143KHz di Sassari

Data 15/2/2013 19:55:28 | Argomento: News regione

Tutto cominciò con il ridimensionamento di RAI International e con la soppressione dal 1 gennaio 2012 del notturno italiano.
La trasmissione era la più longeva dalla RAI, infatti la prima puntata venne trasmessa il 1 luglio del 52. Trasmissione certamente di nicchia  ma molto conosciuta all’estero ed in un certo senso giustificava un servizio che l’azienda di stato, svolgeva verso gli italiani residenti all’estero.

A questa decisione, sono seguiti i tagli delle onde medie. In alcuni casi l’azienda ha giustificato il tutto con motivi di inquinamento elettromagnetico e di risparmio delle risorse. Non vi è mai stato nessun comunicato ufficiale in merito, se non un breve cenno in qualche tg regionale.

Così come se fossero, foglie secche al vento, numerosi impianti storici sono stati spenti. Due nomi tra tutti sono quello di Marcianise e Caltanisetta. Quest’ultimo con l’antenna alta 286 metri, era l’impianto più elevato d’Italia, perché sino al 2004 sede dell’unica trasmissione RAI in onde lunghe.

In altri paesi, queste strutture ora chiuse, potrebbero egregiamente svolgere il compito di un museo ed essere in qualche modo nuovamente valutate insieme a tutta la loro importanza storica. In Italia invece si parla di demolizioni.
Per questo  il Sindaco di Caltanisetta sta cercando di valorizzare l’area comprando la torre con l’antenna.rai_om
E se ancora non fosse chiaro di cosa stiamo parlando, potete leggere su questa pagina la sorte toccata all’impianto di Bologna, dove Guglielmo Marconi avviò la prima trasmissione in onde medie, http://www.radiomarconi.com/marconi/budrio.html con conseguenti abbattimenti che farebbero rivoltare chiunque abbia un minimo di passione per la radio.

Oggi è stata la volta dei 1143 Khz di Sassari. L’impianto trasmetteva con una potenza di 10Kw. Chiuso. Definitivamente.

Restano pertanto attivi nell'isola:
Nuoro (S.Onofrio): 1575 Khz
Cagliari (Decimoputzu, a cui si riferisce l'immagine): 1062 Khz


Sia chiaro, cercando di vedere il tutto in un’altra ottica che vada oltre ad una semplice passione, viene difficile giustificare l’uso di una tecnologia obsoleta che comporta dei costi, e che oramai è seguita da un pubblico ridotto.
Ma questo numero pur essendo ridotto, merita certamente rispetto, e paga come le altre persone il canone.

Resta però da capire se questa disaffezione del pubblico verso le onde medie sia dovuta solo ad un limite tecnologico, oppure al fatto di aver fatto di tutto per far “dimenticare” agli ascoltatori l’esistenza di queste frequenze.
In un periodo di crisi ed in cui molte persone provenienti dalle web radio o dall’epoca delle radio libere sognano di fare qualcosa, lo stato potrebbe sfruttare questo spazio, per concedere delle licenze a piccole emittenti locali di bassa potenza.
E’ qualcosa che già avviene in diversi paesi del mondo. In Italia invece si preferisce chiudere senza seguire nessun criterio logico e allo stesso tempo impedire ad i privati di cercare nuove strade.
A nulla purtroppo serviranno petizioni come questa, che comunque vi segnalo:http://petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2012N29751




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