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Editoriali : Tutto sul DAB+ dal Serpeddì
  cristian Inviato il 17/5/2017 23:02:47

Nella prima settimana di maggio, come abbiamo già riportato nel forum e negli account social di Sardegnahertz, è stato attivato sul Serpeddì il primo mux regionale DAB+ da parte di Digital Radio Group.
Per la prima volta anche le emittenti sarde sono approdate sul digitale. Il pacchetto infatti è composto da Radio Supersound, Radio Studio 96,  Otto nove Classics, Radio Arcobaleno, Radio Sardinia, a cui si aggiunge Radio Rete 5, Radio Sportiva, ed un canale Demo Test. Successivamente nel mux ha trovato spazio anche Radio Studio One.
Ricordo in primo luogo che l’attivazione segue il bando in scadenza esattamente un anno fa, al quale avevano partecipato anche Ria Sardegna e  Radiofonia Digitale Sardegna. E’ lecito quindi attendersi qualche mossa anche da questi operatori, ma al Digital Radio Group vanno i complimenti per aver fatto da pionieri ed aver attivato per primi.
Il bando prevedeva la copertura per le province di Cagliari, Nuoro, Ogliastra, Carbonia-Iglesias con delle limitazioni su alcuni ponti per evitare interferenze a paesi confinanti quali ad esempio Francia, Corsica e Spagna.
Se escludiamo la storica attivazione RAI da Urbara appare chiaro come il DAB+ in Sardegna sia ancora qualcosa che muove i primi passi con una buona percentuale degli ascoltatori a cui è preclusa la possibilità d’ascolto. La copertura infatti per il momento interessa soprattutto il Cagliaritano e ritengo che solo in seguito ad una risposta in termini di ascolto da parte del capoluogo, potrebbe esserci l’interesse per un’ulteriore espansione nelle altre zone della regione.
Anche gli altri protagonisti nazionali dell’arrivo del DAB nell’isola, Eurodab Italia e DAB Italia pur potendo vantare risorse ed esperienze importanti,  hanno per il momento attivato solo sul Serpeddì, lasciando fuori località importanti come il sassarese o la Gallura.
Possiamo comunque avanzare un primo rapido riepilogo dei servizi DAB+ presenti sul Serpeddì. In primo luogo per gli esperti, abbiamo preparato un pdf riepilogativo, contenente dettagliate informazioni tecniche.  Cliccare qui per scaricarlo.
A livello di segnale la ricezione con la maggiore copertura risulta essere quella di DAB ITALIA che oltre ad avere l’impianto trasmittente ad un’altezza maggiore vanta una potenza di trasmissione di almeno il doppio maggiore ai due concorrenti.
La sorpresa però arriva quando si parla di qualità audio, perché da questo punto di vista i nuovi arrivati non solo non sono dietro a nessuno, ma in molti casi hanno una qualità decisamente sorprendente.
Come sanno i più esperti, il DAB+ utilizza il codec AAC+ che a sua volta è caratterizzato da varie estensioni e profili, la cui scelta non dovrebbe essere affidata al caso, ma dipende dal bitrate e dalla correzione agli errori.
Digital Radio Group dimostra da subito di aver fatto la scelta giusta. In particolare Radio Super Sound, Radio Ottonove Classics, Radio Arcobaleno e Radio Studio 96 arrivano con un bitrate di 128 kbit/s con codec AAC-LC, con una qualità audio decisamente superiore alla media. In futuro torneremo su questo argomento, spiegando meglio le differenze tra i vari codec e caricando alcuni file audio.

Mappa di copertura (tratta da https://www.digitalradiogroup.it)
mappa_dab

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Editoriali : Padania - Suraci : lo scoop di Italia Oggi
cristian Inviato il 20/10/2016 10:50:00

Nella giornata di ieri 19 ottobre, “Italia Oggi”, quotidiano cartaceo edito da Class Editori riportava la notizia, poi ripresa da diverse altre testate, sulla vendita delle frequenze di Radio Padania a Suraci, patron di RTL 102.5.
L’articolo di Italia Oggi è firmato da Andrea Secchi,  un giornalista che è stato redattore di Mondoradio e collaboratore con Videolina e Radio Nova  (da non confondere con l’attuale Andrea Sechi di Videolina).

Al bravo Secchi va riconosciuto il merito,  di aver avuto il coraggio di scrivere uno scoop che riporta fatti noti a tutti gli appassionati e addetti ai lavori da diversi mesi, ma che misteriosamente non trovavano spazio su nessuna testata giornalistica.

Così ad esempio riportavamo il 29 giugno sul nostro sito (link)
padania_Zeta

I punti principali presenti nell’articolo su Italia Oggi sono i seguenti:
- Viene confermata la cessione da parte di Padania della concessione di Radio Comunitaria Nazionale e al suo posto una concessione locale, acquisita tramite un’emittente locale del nord Italia e quindi limitata ad alcune frequenze importanti del settentrione. In poche parole R.Padania continuerà ad esistere solo nel nord Italia.

- La concessione nazionale insieme alle frequenze  è stata acquistata per 2,1 milioni di euro (cifra smentita da R.Padania) , da Lorenzo Suraci, editore di RTL 102,5 e di Radio Zeta L’Italiana.  Secondo l’articolo, Radio Padania non poteva vendere le frequenze ad una radio commerciale e per questo motivo è nata l’Associazione culturale Radiofonica Comunitaria.

Secchi ricorda come nel 2014, all’emittente della lega sia stata vietata la cessione delle frequenze accese a suo tempo tramite l’emendamento di Caparini.  A dire il vero questo punto non è ben spiegato nell’articolo.
Riepilogo in breve:  la possibilità di attivare ovunque nuove frequenze (possibilità data solo a Radio Maria e Radio Padania) e poi cederle è stato vista da molti editori come un trattamento di favore, ma per altri ancora che hanno fatto accordi con l’emittente del Carroccio è stata l’occasione che aspettavano da una vita per ottenere nuove frequenze. Alcuni link sull’argomento di cui consiglio la lettura

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/ ... equenze-e-scappa/1059266/

http://www.sardegnahertz.it/html/xnew ... mbi-di-Radio-Padania.html

http://www.sardegnahertz.it/html/modu ... s/article.php?storyid=152

- L’articolo di Italia oggi, pone dei dubbi  sul fatto che Suraci intenda realmente utilizzare le nuove frequenze per espandere Radio Zeta. Potrebbe invece realizzare una nuova emittente comunitaria. Alla luce di questa scelta la difficoltà burocratica di attivare un’emittente commerciale come R.Zeta tramite l’associazione Acrc e soprattutto perché Radio Zeta dispone comunque una concessione locale che non può superare i 15 milioni di abitanti.

- Infine viene spiegato del perché nel mese di giugno le frequenze di Padania  cedute a Radio Zeta sono rientrate a settembre nuovamente a Radio Padania. Come mai questo dietro-front?
L’operazione iniziale del 9 giugno spiega Andrea Secchi, è stata effettuata con una vendita diretta con scrittura privata autentica, senza l’associazione Acrc,  ma il ministero il 27 giugno  non ha autorizzato questa concessione. Così le parti risolvono la scrittura privata e  coinvolgono un terzo soggetto l’ Acrc Associazione culturale Radiofonica Comunitaria. Ci sono però date che non coincidono. In Sardegna tutti i nostri lettori hanno segnalato l’arrivo di radio Zeta il 28 giugno, quindi il giorno dopo il NO all’operazione del ministero.

E’ curioso o quanto meno fa riflettere il fatto che nessuna testata, tra quelle che hanno ripreso l’argomento, abbia voluto approfondire gli aspetti burocratici o legali della vicenda. Nessuno ha spiegato al lettore da dove provengono quelle frequenze accese da Radio Padania. Soprattutto in considerazione del fatto che vi è stato un primo stop al progetto  da parte del ministero. Per La Repubblica e  Il Corriere della sera, tanto per citare un esempio, l’argomento principale diventa l’ironia dei social, la reazione sul fatto che Radio Padania sia stata venduta ad un calabrese.

A parte queste considerazioni sulla stampa che meriterebbero un articolo a parte, restano però in piedi diversi interrogativi e questioni irrisolte.  Inoltre permettetemi di aggiungere che  i soggetti coinvolti non sono gli unici di cui si è parlato ieri, e pertanto si annunciano a breve clamorose novità.

L’arrivo di Berlusconi nel mondo radiofonico, è stata una delle più importanti dello scorso anno. Il nuovo polo radiofonico Mediaset costituito da R101, Radio 105, RMC, e Virgin Radio cerca di espandersi e vuole combattere ad armi pari con RTL 102.5 la radio più ascoltata d’italia del calabrese Suraci.
Padania si inserisce in tutto questo, ma non sarà l’unica. La battaglia a suon di frequenze, burocrazia, furbizie e stratagemmi ma soprattutto denaro…   è appena iniziata.

Cristian Puddu

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Editoriali : Norvegia, uno switch-off parziale
cristian Inviato il 23/4/2015 14:32:22

Ha fatto molto scalpore ed è circolata su tutti i quotidiani ed i  social network la notizia dello switch-off definitivo della radio fm da parte della Norvegia, per il passaggio al sistema DAB.
Così Repubblica in un recente articolo: “È una fine annunciata, quella delle trasmissioni in modulazione di frequenza. Solo che nessuno si immaginava avvenisse così in fretta. La tecnica di trasmissione più usata al mondo dalla seconda metà del secolo scorso e sinonimo della radio così come la conosciamo oggi, potrebbe presto sparire. A fare da apripista è la Norvegia che dal 2017 sarà il primo paese al mondo a spegnere l'FM per adottare un protocollo digitale che promette di portare nell'etere una qualità paragonabile a quella del compact disc.”

La realtà non è però così semplice. Sul DAB si è già scritto un po’ ovunque, immagino quindi il lettore sia già in grado di comprendere i pro e contro di questa tecnologia.

Vi sono invece una serie di osservazioni da fare sullo switch off norvegese che in pochi hanno notato:dabnor
1) Passare al DAB non significa incentivare lo streaming: Non si capisce quindi come mai chi fa web radio sia così entusiasta della scelta norvegese. Semmai è l’esatto contrario, l’avanzare del digitale anche via etere potrebbe ostacolare la diffusione delle web radio.

2) La banda FM, non muore! Come riporta anche il sito http://www.radiosurvivor.com/2015/04/ ... -local-radio-association/ le piccole emittenti potranno trasmettere ancora in modulazione di frequenza. Quindi di cosa stiamo parlando, dove sarebbe lo switch off? Si evidenzia nell’articolo che:

- lo switch-off non è ancora definitivo in quanto richiede l’approvazione del parlamento
- oltre 200 emittenti locali e comunitarie potranno continuare la trasmissione in fm
- Secondo la NFL  (l’associazione di emittenti locali) l’adozione del DAB è il risultato di una spinta da parte di  DigitalRadio Norge e non dalla domanda dei consumatori. Altre precisazioni vengono fatti sulle percentuali di ascolti via DAB molto più bassi da quanto si è letto in giro in questi giorni, e sulle perplessità dovute ad esempio agli automobilisti stranieri, che con un autoradio tradizionale saranno tagliati fuori dall’ascolto di comunicati importanti come quelli del traffico, avvisi di emergenza e notiziari.

3) Contemporaneamente all’annuncio norvegese è arrivato il quasi ripensamento da parte di Svezia e Finlandia http://portale.italradio.org/index.ph ... func=display&sid=3392

Sono “piccoli” dettagli che non hanno trovato spazio in questi giorni, in cui si grida al miracolo per una tecnologia ormai obsoleta che alcuni (ossia coloro che hanno investito in questo) sperano venga adottata anche nel nostro paese, dimenticandosi che  sopratutto per le emittenti locali, il vero problema non è il tipo di trasmissione ma è l'assenza di validi contenuti.

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Editoriali : TCS a schermo nero
cristian Inviato il 3/4/2015 15:42:54

[aggiornamento delle 17.30: I programmi dell'emittente principale TCS sono nuovamente regolari]

A causa di un guasto tecnico, TCS trasmette in entrambi i mux dalla sera di ieri 2 aprile, a schermo nero.
Le altre emittenti dei mux non presentano alcun problema.
Si tratta pertanto di un guasto informatico, che si spera possa essere risolto nel più breve tempo possibile.
Non è richiesto pertanto nessuna modifica degli impianti o sintonia dei ricevitori da parte degli utenti impossibilitati in questo momento alla ricezione.
Per altre informazioni trovate una discussione sul forum.

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Editoriali : RadioMonitor analisi dati Sardegna
cristian Inviato il 18/2/2015 23:53:42

Sono stati pubblicati recentemente i dati Radiomonitor relativi al periodo giugno-dicembre 2014.
A livello nazionale emerge un lieve calo del numero degli ascoltatori  del mezzo radiofonico, mentre per quanto riguarda le emittenti la più seguita è sempre RTL 102.5, ma al secondo posto abbiamo Radio Italia s.m.i. In calo quindi RDS al terzo posto, mentre seguono Radio Deejay e Radio 105.
Sui dati nazionali trovate comunque numerosi commenti in rete, quindi passiamo in modo più dettagliato all’analisi dei dati relativi alla Sardegna.

popolazione: 1.454.000 con 930.000 ascoltatori nel giorno medio. In controtendenza rispetto al dato nazionale perché nei 6 mesi precedenti gli ascoltatori erano 926.000

Riepiloghiamo la situazione per il primo semestre 2014 in modo da confrontare le variazioni. Radio nazionali e le poche locali iscritte:
1) Radio 105 211.000
2) RDS 190.000
3) Radio italia smi 173.000
4) Rai Radio1 139.000
5) RTL 102.5  123.000
6) Rai Radio 2 100.000
7) Radio Deejay 96.000

1) Radiolina 71.000
2) Radio Sintony 65.000
3) Radio Iglesias 10.000
4) Radio Italia anni 60 8.000
5) Radio Studio one 7.000

Questi invece i dati per il secondo semestre  2014

1) RDS 215.000
2) Radio Italia smi 211.000
3) Radio 105  203.000
4) Rai Radio 1 153.000
5) RTL 102.5  125.000
6) Radio Deejay 104.000
7) Rai Radio 2 98.000

1) Radiolina 55.000
2) Radio Sintony 52.000
3) Radio Italia anni 60 21.000
4) Radio Iglesias 15.000
5) Radio Studio one 8.000

Anche nell’isola è confermata la scalata di Radio Italia, con 105 che sorprendentemente cala al terzo posto.
RTL pur mantenendosi al quinto posto, non decolla.
Considerando le nuove accensioni di Radio Sportiva ci si aspetterebbe un aumento degli ascoltatori.
Secondo invece i dati in entrambi i semestri  l’emittente ha avuto 17.000 contatti per giorno medio.

Infine per quanto riguarda le nostre emittenti locali, secondo GFK-Eurisko si è verificato un crollo degli ascolti sia da parte di Radiolina che di Sintony, con la prima che resta sempre la più ascoltata nel giorno medio, ma con una differenza tra le due ancora più ridotta rispetto al primo semestre.


LA PERCENTUALE DI ASCOLTATORI PER REGIONE
regioni

Confronto dati I° e II° semestre per regione Sardegna

semestre_confronti

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