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Editoriali : RadioMonitor analisi dati Sardegna
cristian Inviato il 18/2/2015 23:53:42

Sono stati pubblicati recentemente i dati Radiomonitor relativi al periodo giugno-dicembre 2014.
A livello nazionale emerge un lieve calo del numero degli ascoltatori  del mezzo radiofonico, mentre per quanto riguarda le emittenti la più seguita è sempre RTL 102.5, ma al secondo posto abbiamo Radio Italia s.m.i. In calo quindi RDS al terzo posto, mentre seguono Radio Deejay e Radio 105.
Sui dati nazionali trovate comunque numerosi commenti in rete, quindi passiamo in modo più dettagliato all’analisi dei dati relativi alla Sardegna.

popolazione: 1.454.000 con 930.000 ascoltatori nel giorno medio. In controtendenza rispetto al dato nazionale perché nei 6 mesi precedenti gli ascoltatori erano 926.000

Riepiloghiamo la situazione per il primo semestre 2014 in modo da confrontare le variazioni. Radio nazionali e le poche locali iscritte:
1) Radio 105 211.000
2) RDS 190.000
3) Radio italia smi 173.000
4) Rai Radio1 139.000
5) RTL 102.5  123.000
6) Rai Radio 2 100.000
7) Radio Deejay 96.000

1) Radiolina 71.000
2) Radio Sintony 65.000
3) Radio Iglesias 10.000
4) Radio Italia anni 60 8.000
5) Radio Studio one 7.000

Questi invece i dati per il secondo semestre  2014

1) RDS 215.000
2) Radio Italia smi 211.000
3) Radio 105  203.000
4) Rai Radio 1 153.000
5) RTL 102.5  125.000
6) Radio Deejay 104.000
7) Rai Radio 2 98.000

1) Radiolina 55.000
2) Radio Sintony 52.000
3) Radio Italia anni 60 21.000
4) Radio Iglesias 15.000
5) Radio Studio one 8.000

Anche nell’isola è confermata la scalata di Radio Italia, con 105 che sorprendentemente cala al terzo posto.
RTL pur mantenendosi al quinto posto, non decolla.
Considerando le nuove accensioni di Radio Sportiva ci si aspetterebbe un aumento degli ascoltatori.
Secondo invece i dati in entrambi i semestri  l’emittente ha avuto 17.000 contatti per giorno medio.

Infine per quanto riguarda le nostre emittenti locali, secondo GFK-Eurisko si è verificato un crollo degli ascolti sia da parte di Radiolina che di Sintony, con la prima che resta sempre la più ascoltata nel giorno medio, ma con una differenza tra le due ancora più ridotta rispetto al primo semestre.


LA PERCENTUALE DI ASCOLTATORI PER REGIONE
regioni

Confronto dati I° e II° semestre per regione Sardegna

semestre_confronti

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Editoriali : Un aiuto per Giovanni Andrea e per tutti i malati di leucemia
cristian Inviato il 12/2/2015 19:42:18

Giovanni Andrea vive a Sassari, ha 6 anni e da quando ne aveva 3 fa la chemio. Ora non basta più, ha bisogno al più presto di un trapianto di midollo osseo.

Solo una persona su centomila è compatibile; basta un semplice prelievo di sangue, detto tipizzazione, che effettuato nei centri specializzati permette l’inserimento dei propri dati in un database internazionale.

Uno su centomila farà meno paura a Giovanni Andrea e a tutti i malati di leucemia.

 

Sardegnahertz intende collaborare alla campagna di sensibilizzazione alla tipizzazione, promossa da un gruppo di volontari vicini alla famiglia di Giovanni Andrea: le emittenti radiofoniche che vogliono contribuire possono trasmettere un breve spot scaricabile cliccando qui.

 



La campagna di sensibilizzazione prevede anche un evento challenge sui social Network con l’Hashtag  #PlayPrayAct.
 Questo è il primo video https://www.youtube.com/watch?v=z_X0TUkts3E che potete condividere e diffondere - con lo stesso Hashtag nel titolo - e partecipare.

Un volontario impegnato in tutte le attività della campagna di sensibilizzazione è disponibile – previo precedente contatto - per dirette telefoniche o chiarimenti al 3406451963.

Grazie a tutti per la collaborazione!
 Per  informazioni potete inoltre contattarci alla solita mail info@sardegnahertz.it o telefonicamente al numero presente nella pagina contatti.

Questo l'elenco delle emittenti a cui vanno i ringraziamenti per la pubblicazione di spot audio-video e per le interviste:
Radio Venere
Radio Onda Stereo
Radio Del Golfo
Radio Internazionale
Radio Nova Sorso
Radio Italia anni 60
Radio Arcobaleno
Radio Golfo Degli Angeli

Radiolina

Telegi (spot video)

Intervista Sardegna uno
Intervista Radio Sintony

Intervista RAI e Videolina

 

intervista Videolina

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Editoriali : Fine degli scambi per Radio Padania?
cristian Inviato il 13/7/2014 11:52:40

E’ passato tanto tempo dalla prima segnalazione riguardante l’attivazione di Radio Padania nell’isola. In seguito ulteriori frequenze hanno sconvolto anche in Sardegna (o meglio soprattutto in Sardegna) il panorama delle frequenze radiofoniche.

Ricordo, a quanti potrebbero sorprendersi che Sardegnahertz, è stato probabilmente uno dei primi siti anni fa ad aver sottolineato il problema, lanciando anche una petizione contro le attivazioni di Radio Padania. padania_f
Considerando che questo sito nasce soprattutto per valorizzare le emittenti locali dell’isola, la mia posizione supportata dalla maggior parte dei collaboratori, è sempre stata abbastanza chiara sull’argomento: L’attivazione di queste frequenze a lungo termine, rappresenta sempre  un danno per le emittenti locali ed è fonte di disturbi e di interferenze.  Da  parte di chi può permettersi di entrare nel “gioco”  è un ‘raggiro’ per superare le attuale normative; mentre altri in passato hanno pagato le frequenze a caro prezzo.
Non porta vantaggi inoltre il fatto che l’emittente locale “YYY” attivi nuove frequenze se poi sullo stesso bacino insieme a queste vengono attivate, grazie allo stesso sistema, anche i network nazionali.

L’argomento in questi giorni è nuovamente d’attualità grazie  alle numerose attivazioni in Sicilia, regione dove evidentemente, ci sono editori che si fanno più scrupoli di quelli presenti in Sardegna. A partire da Salvatore Giordano, editore dell’emittente palermitana Primaradio uno dei primi ad aver denunciato l’occupazione delle frequenza da parte del carroccio.

Nei giorni scorsi Riccardo Nuti (portavoce della camera per il Movimento 5 Stelle, non a caso eletto nella circoscrizione XXIV SICILIA 1 ) ha presentato un’interrogazione, sottolineando per la prima volta dal punto di vista politico il problema a livello nazionale vedi link
Ma va ricordato che già in passato appelli da politici regionali hanno portato ad un nulla di fatto.

E’ importante inoltre sottolineare che il 12 aprile 2014, secondo il parere del l’Avvocatura Dello Stato la cessione (anche mediante contratto di permuta) degli impianti, attivati dalle radio nazionali comunitarie ai sensi dell’art. 74, comma 2 della legge n. 448/01, è illegittima.

Che la situazione stia cambiando, lo dimostrano anche le numerose frequenze di RETE5, acquisite da ex frequenze di Radio Padania,  passate frettolosamente  a Rete5-Lattemiele , (non per fare una cortesia agli amanti di Lattemiele) ma semplicemente perché le è stato imposto di regolamentare le emissioni  in quanto Rete5  trasmetteva in realtà contenuti ben diversi da quelli presenti nell’emittente originale, e con una “programmazione” diversa su ogni postazione.
Emittente che nell'isola si è dimostrata come una presenza  temporanea, aleatoria accesa talvolta per settimane o mesi, per poi cedere nuovamente la frequenza.

Per la prima volta pertanto la strada per Radio Padania potrebbe diventare in salita. Per sapere quanto sarà ripida, non resta che attendere eventuali sviluppi nella vicenda.

Cristian Puddu

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Editoriali : Riepilogo dati Radio Monitor 2013
cristian Inviato il 20/2/2014 18:54:21

Sono stati pubblicati i dati RadioMonitor, basati su un campione di 120.000 interviste effettuate da gennaio a dicembre 2013.

A livello nazionale questi i primi posti rilevati

1)      RTL 102.5            6.930.000

2)      Radio Deejay    4.898.000

3)      Radio 105            4.714.000

4)      Rds                        4.699.000

5)      Radio Italia         4.601.000

6)      Rai Radio 1         4.204.000

7)      Rai Radio 2         2.948.000

Seguono Virgin, Radio 24, Radio Kiss Kiss, R101, M2o, Radio Capital, Radio Maria, Rai Radio 3, Radio Montecarlo.
Qualche confronto con il 2012: RTL consolida il primato aumentando gli ascoltatori (+232.000), mentre  Radio Deejay pur confermandosi al secondo posto subisce un calo di 333.000 unità.

Male la RAI, ancora in calo, così come R101 che  perde rispetto all’anno precedente 232.000 ascoltatori.

Tra le emittenti in crescita da segnalare Radio Italia, Radio 24 e Radio Capital.

Passando alla nostra isola, abbiamo un totale di 953.000 ascoltatori su una popolazione di 1.484.000 unità.

1)      RDS                      225.000

2)      Radio 105            217.000

3)      Radio Italia         203.000

4)      Rai Radio 1         160.000

5)      RTL 102.5            140.000

6)      Radio Deejay    108.000

7)      Rai Radio 2         103.000

8)      Radiolina            81.000

9)      Radio Sintony   76.000

10)   Virgin Radio       61.000

11)   Radio R101         55.000

12)   Radio Capital     54.000

Le altre regionali iscritte hanno raggiunto questi  dati:
Radio Iglesias 13.000, Radio Macomer Centrale 11.000, Radio Studio One 10.000.

Qualche considerazione:  come vedete vi sono differenze piuttosto evidenti nell’isola rispetto al totale nazionale. Rtl 102.5 nonostante l’accensione di nuove frequenze non decolla e non sorpassa la RAI. Da segnalare con piacere inoltre la presenza di Radiolina e Radio Sintony nei primi 10 posti.

Ma rispetto al 2012, Radiolina perde 8000 ascoltatori, la stessa cifra  in più si ritrova invece  l’emittente di via Barone Rossi.  Un caso, una strana coincidenza matematica? Infine nel 2013, così come avevamo nei dati Audiradio, l’emittente più ascoltata nell’isola risulta essere RDS mentre nel 2012 avevamo Radio 105 con 242.000 ascoltatori seguita da RDS con 220.000
L’analisi effettuata in questo articolo si riferisce esclusivamente agli ascoltatori nel giorno medio.
Link consultati :
Dati 2012

Dati 2013

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Editoriali : L'Unione Europea ed i 60 anni della RAI
cristian Inviato il 3/1/2014 17:19:23

Come avrete modo di vedere dai palinsesti speciali che la prima rete televisiva proporrà oggi in prima serata, la RAI compie teoricamente 60 anni in quanto Il 3 gennaio 1954, cominciarono le prime trasmissioni televisive ufficiali. Il teorico è dovuto al fatto che in realtà 60 anni fa iniziarono le prime trasmissioni regolari di RAI1.  Ma solo il 10 aprile, la RAI acronimo di Radio Audizioni Italiane divenne Rai Radio Televisione Italiana.
Per essere più corretti, si dovrebbero quindi festeggiare oggi i 60 anni dalla nascita delle prime trasmissioni televisive regolari in Italia.

Alcuni passaggi sono ben specificati, su diversi siti, tra cui wikipedia:
1924: A Torino, nasce l'Unione Radiofonica Italiana (URI).

1928: l'Unione Radiofonica Italiana viene trasformata in Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR).

1931: L'EIAR acquista il Teatro di Torino di Via Verdi, nel capoluogo piemontese e lo adibisce ad Auditorium (il primo d'Italia)[senza fonte], per ospitare la sede della propria Orchestra Sinfonica Nazionale. Nello stesso Teatro di Torino e nella vicina sede storica dell'EIAR, si svolgeranno i primi esperimenti di trasmissione televisiva. Inaugura il centro di produzione radiofonica di Via Asiago 10 a Roma. Il palazzo viene tuttora utilizzato per la messa in onda dei programmi di Rai Radio 2 e Rai Radio 3.

1944: Il Governo Italiano e la SIP fondano la Radio Audizioni Italiane, sorta dalle ceneri dell'EIAR.

1950: Nasce il Terzo Programma radiofonico, l'attuale Rai Radio 3; fu la prima emittente italiana a trasmettere in modulazione di frequenza.

rai_monoscopio_old

1951: La RAI rivede la propria offerta creando le reti a diffusione nazionale Programma Nazionale, Secondo Programma e il neonato Terzo Programma.[5]

1952: La Radio Audizioni Italiane viene ceduta all'IRI.

1954: Il 3 gennaio Fulvia Colombo inaugura il Programma Nazionale, l'attuale Rai 1 e sempre lo stesso giorno parte anche il Telegiornale (l'attuale TG1). Inizia il regolare servizio di televisione. I principali trasmettitori sono a Roma, Milano, Napoli, Torino, Monte Peglia. Alla sera prende il via La Domenica Sportiva, il programma più longevo della televisione italiana ancora oggi in onda. Di conseguenza, il 10 aprile, la Radio Audizioni Italiane S.p.A. cambia la denominazione sociale in Rai Radiotelevisione Italiana S.p.A.

1957: Con un decennio di anticipo rispetto alla tempistica inizialmente prevista, tutto il territorio italiano è coperto dal segnale televisiv]. La RAI inizia a trasmettere messaggi pubblicitari in TV con Carosello, ed a Roma, inaugura lo storico centro televisivo di Via Teulada, 66.

Sarebbe bello proporre un documentario con  i cambiamenti e le tecnologie impiegate dalla RAI nel corso degli anni, che talvolta, soprattutto in passato si è resa partecipe di diverse sperimentazioni, alcuni  pionieristiche e fallimentari, altre invece all’avanguardia.  Non mi riferisco solo al passaggio dal bianco e nero al colore, ma altri argomenti come l’alta definizione, il 3D, la sfortunata trasmissione dal satellite Olympus, il digitale, le tecnologie impiegate per Italia ’90 e altro ancora. Purtroppo sono argomenti che non saranno trattati nel corso di questa giornata.


L’occasione sarà sfruttata invece per proporci con un po’ di malinconia vecchie trasmissioni e personaggi che hanno fatto storia dell’azienda di stato,  per ricordarci, senza troppe spiegazioni, come nei migliori assiomi degni di paesi  tutt’altro  democratici che “il canone si deve, il canone si vede”. 


Proprio sull’abolizione di questa tassa – poiché di tassa si tratta -  il 19 marzo,  il presidente della commissione di vigilanza RAI, Roberto Fico (Movimento 5 stelle), si recherà a Bruxelles per fornire spiegazioni,  in seguito ad una petizione firmata da migliaia di cittadini ora  al vaglio dell’UE.


Questa intende chiarire diversi aspetti, in particolare se  L’operazione di sigillare il televisore per non pagare il canone,  possa violare l’art.10 della convenzione europea sui diritti dell’uomo perché limita la possibilità di ricevere informazioni.  

Aggiornamento: circola in diversi siti, in queste ore, una notizia, secondo la quale la corte europea, si è già espressa il 30 dicembre per l’abolizione del canone RAI. E’ palesemente falsa e infondata e nasce come altri casi da un sito satirico.

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