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Editoriali : Lt Multimedia, il punto della situazione
cristian Inviato il 24/12/2013 17:54:28

L’impoverimento generale di contenuti nel digitale terrestre, non riguarda solo le locali. Si è raggiunto l’apice con la scomparsa di quel  poco che restava di SportItalia.  Le ultime vicende rasentano il ridicolo.

Molti si sono persi tra varie sigle, ed ignorano il significato del cartello trasmesso per più giorni. Si può cercare, tralasciando qualche piccolo particolare di riassumere il tutto in questo modo:

Per  Valter La Tona, patron di LT Multidimedia non  è un buon periodo. Dopo la cacciata da Sky  (che costituiva con 12 milioni di euro all’anno l’entrata economica più importante per il gruppo), la sua società ha  fatto ricorso in tribunale. Ma per il giudice non vi è nessun obbligo da parte di Sky.
E’ andata peggio con il contratto pubblicitario. Valter La Tona infatti intendeva far svolgere la campagna pubblicitaria tramite la propria azienda, invece  il tribunale di Milano ha stabilito che la raccolta pubblicitaria dovrà proseguire tramite la società PRS (che aveva il contratto in esclusiva prima che LT acquistasse  i canali SportItalia). L’imprenditore non l’aveva presa molto bene, da qui il cartello informativo tramesso per più giorni.

Le prossime mosse, o almeno le più probabili, saranno l’arrivo di Alice al posto di Arturo,  Nuvolari al posto di Sport3, e  Leonardo al posto di Nuvolari.
Per Marco Polo , salvo ripensamenti, ci saranno delle finestre all’interno dei canali Sport 1 e 2.


Intanto gli amanti del pallone (dove per pallone secondo l’emittente si intende Juventus, Inter, Milan) possono seguire le trasmissioni di Top Calcio 24, trasmesso dalle 2 alle 19.00 all’interno dell’emittente Wingatv.

Nei prossimi giorni aggiorneremo tutti i dati tv presenti nel nostro database.  Buone feste a tutti i lettori.

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Editoriali : Sempre più crisi per le tv locali
cristian Inviato il 5/11/2013 17:56:03

E’ una crisi infinita quella che coinvolge l’intero paese, e che coinvolge  tutti i settori compreso quello televisivo.  A livello nazionale viene dato risalto solo  a situazioni come quella di SportItalia, ma la realtà delle emittenti locali è a dir poco preoccupante, con scioperi e licenziamenti che interessano un po’ tutte le regioni.

Per quanto ci riguarda conosciamo la situazione della nostra regione:

Sardegna 1

Giorgio Mazzella cede l’azienda ad una nuova società che secondo quanto riferiscono i sindacati non ha nemmeno i soldi per pagare gli stipendi. I lavoratori sono in assemblea permanente e ieri 4 novembre nella terza giornata di sciopero, si è svolto un incontro con alcuni parlamentari sardi.

La situazione degli impianti è buona, ma persistono disagi nelle zone interne e nei ponti minori. Recentemente è stato riparato un guasto al trasmettitore da Monte Oro (Sassari).

Videolina

Pur essendo tra le emittenti isolane, quella con meno problemi, si è cercato nell’ultimo anno di ridurre le spese con una serie di tagli. In primo luogo è stato eliminato il segnale dal satellite. Sono stati operati delle riduzioni riguardanti le trasmissioni sportive e ove possibile si è fatto meno di personale (ad esempio per “Il Meteo”)

Non ci sono particolari difficoltà nella gestione degli impianti di trasmissione.

Nova Tv

Già in difficoltà economiche in passato,  raggiunse un periodo decisamente buio l’anno scorso con la cassaintegrazione di una decina di lavoratori.
Attualmente l’emittente sembra essersi in parte ripresa, e cerca di proporre anche qualche evento del territorio in diretta.  Gli impianti risultano spenti a Sassari ed Alghero, mentre nelle altre zone dell’isola si segnalano saltuariamente  delle brevi interruzioni del segnale.

Cinquestelle Sardegna

La crisi del gruppo Tesar, colpisce non solo la tv, ma anche l’emittente Radio Internazionale. Soprattutto per quest’ultima ci sono stati nel periodo 2011-2012 diversi problemi in tutta la rete di trasmissione.

Per alcune piccole, ma importanti realtà locali il compromesso è stato quello di abbandonare l’idea di investire in nuovi impianti. E’ il caso ad esempio di TeleSardegnaSupertv.

Altre, dopo cambiamenti societari, cercano nuovamente di riprendersi, ma anche in questo caso pur avendo la possibilità di coprire tutto il territorio regionale,  si ritrovano invece con una copertura limitata e con nuove attivazioni promesse di giorno in giorno, che vengono poi puntualmente rinviate. Come ad esempio Teletirreno Sardegna.

canale 40

Nonostante questo ci sono anche buone notizie. Per Canale 40 emittente particolarmente seguita nel sulcis, la crisi culminò nel 2009 con la chiusura. L’emittente continuò a trasmettere saltuariamente il segnale di radio Luna. La sua rinascita si deve all’accordo di nuovi soci che credono in questo difficile rilancio.

Potrebbe esserci qualcosa di simile anche per Antenna1, emittente di Sassari, che dopo essere caduta in gravi difficoltà economiche e aver messo in cig tutti i lavoratori  non risulta più attiva. A complicare le cose in questo caso vi è anche lo sfratto della postazione in cui l’emittente trasmetteva.

I primi segni della crisi si ebbero nel  2008, quando la tv non fu più in grado di garantire la trasmissione delle sedute in diretta del consiglio comunale di Sassari.  A seguire ci fu la sospensione del giornale e di tutti i programmi autoprodotti. Antenna 1 rappresentava una valida fonte di notizie per tutta la provincia di Sassari. Nella città rimane quindi in piedi solo il mux trasmesso da Telegì.

Per il consumatore finale, ossia per il telespettatore emerge una situazione tutt’altro che soddisfacente in quanto ci sono zone un tempo coperte dalle emittenti, che non vedono più il segnale, non da mesi ma in certi casi, anni.
La manutenzione e l’attivazione di un ponte tv comporta infatti dei costi, che le emittenti possono sostenere solo se giustificati dall’arrivo di ulteriori sponsor  e da un netto aumento degli ascolti.

La situazione appena descritta riguardante la nostra isola vale purtroppo per molte altre regioni. E’ un periodo nero per l’emittenza locale.  Certo le motivazioni possono essere diverse, non si può liquidare il tutto con la parola “colpa del digitale terrestre”.  In certi casi abbiamo assistito anche ad una totale mancanza di pianificazione, rilancio e promozione da parte degli editori.

In Sicilia ad esempio recentemente ha chiuso l’emittente TeleD. Ci sono licenziamenti ad Antenna Sicilia e contratti di solidarietà per  Telecolor e Telejonica. In Puglia Telenorba ha messo in cig 50 dipendenti.  Ma va male anche nel nord Italia dove chiudono emittenti storiche nate negli anni 70.
Drammatico il bilancio della Slc-Cgil: il 90% delle emittenti locali italiane ha fatto domanda per la cassa integrazione.

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Editoriali : Complimenti Videolina, ma...
cristian Inviato il 3/10/2013 15:10:05

Nella giornata di domenica 23 settembre, con la visita in Sardegna di Papa Francesco, l’emittente Videolina ha realizzato nella fascia tra le 8 e le 13 del mattino quasi il 50% di share, raggiungendo tra le 10 e le 11.30 picchi del 55%. Numeri incredibili per una tv locale.

La visita del pontefice nell’isola è stata seguita anche da altre emittenti (Sardegna1, Cinquestelle, Nova tv, Tcs) ma la principale emittente di Zuncheddu è stata l’unica ad avvalersi (oltre che delle immagini del Centro Vaticano) anche di telecamere personalizzate, e commenti in studio.
Tecnicamente inoltre sono stati effettuati i collegamenti  tramite tecnologia 4G.

Va detto, che l’emittente non è nuova a questo genere di dirette , ma in questo si è arrivati ad una lunghezza di circa 10 ore.  Le precedenti esperienze, tra le quali è da ricordare la Sagra di Sant’Efisio,  sono state certamente una buona base per il know-how necessario per raggiungere l’evento, premiato quindi da grandi numeri da parte dei telespettatori.

Che Videolina, sia tra le emittenti regionali, un esempio  per tutta l’Italia e che abbia un elevato numero di auto-produzioni non è la prima volta che stiamo qui a scriverlo.  Tuttavia,  non è tutto oro quel che luccica.
Se tecnicamente non vi è nulla da criticare, soprattutto ora che gli studi non sono più angusti e minuscoli spazi, come quelli di Via Marconi, quello che non consente alla rete di elevarsi e di diventare un reale punto di riferimento per tutti i sardi, sta proprio nell’informazione.

La colpa non è certamente del direttore Emanuele Dessì che in questo caso fa semplicemente, quello che è sempre stato fatto. Ed è infatti un problema che Videolina si porta dietro già da diversi anni…

Ci vuole quindi più coraggio nel tentativo di migliorarsi e di cambiare.

In primo luogo, una tv realmente “regionale” dev’essere in grado di fare informazione a 360° tenendo conto delle problematiche presenti su tutta la regione.  Spesso invece la cronaca di quanto avviene al di fuori del cagliaritano passa in secondo piano, e viene data più importanza a vicende di cui francamente non si sente l’importanza,  ma che vengono comunque segnalate perché accadute a Cagliari. Questo compito potrebbe essere svolto invece dall’altra rete TCS, ma non dovrebbe esserlo per Videolina. Alcuni servizi proposti dal tg, sono idonei per un rotocalco, un settimanale ma non un notiziario regionale.

La presenza di altri canali nel mux, o almeno un’edizione delle tante trasmesse dall’emittente, potrebbe essere sfruttata per proporre esclusivamente notizie locali o “minori” delle varie province dell’isola. Ma a pensare male si potrebbe chiedere, perché divulgare anche la cronaca locale (o almeno parte di questa) che invece i lettori possono trovare acquistando l’Unione Sarda?

La totale assenza di scoop, e inchieste che realmente indagano sulla cronaca, sulle problematiche sociali e lavorative dell’isola è un altro problema che l’emittente si porta dietro da anni. E’ altresì un dato di fatto l’assenza di edizioni straordinarie del tg in occasione di vicende particolari quali ad esempio nubifragi, incendi, e gravi vicende politiche.

Per questo motivo l’emittente, a mio avviso non ha saputo fotografare la reale situazione dell’isola, la precarietà del mondo del lavoro, le continue lotte e proteste da parte dei cittadini.

Se nei vestiti si dimostra una grande stazione, all’interno invece è figlia di un vecchio sistema di informazione.  Non è un giornalismo dinamico dove si va alla ricerca del personaggio,  ma al contrario è il politico o imprenditore di turno, che consapevole degli ascolti dell’emittente, sfrutta questo canale.
Non è un caso, che qualcuno, abbia utilizzato in passato epiteti come  Tele-Pili, Tele-Cellino e via dicendo …Sappiamo poi con il presidente del Cagliari, come è andata…a dimostrazione che una volta rotto il matrimonio, ci si può dedicare ad altro…

A queste problematiche, si aggiunge la chiusura delle trasmissioni via satellite.  Scelta che testimonia come l’emittente non navighi in splendide acque, ma abbia dovuto fare delle scelte e dei tagli. Resta comunque  una grande perdita per i numerosi emigrati sardi.  Ed il web e lo streaming non sono la stessa cosa.

Nonostante questo, permangono i numerosi aspetti positivi dell’emittente, che nella recente e lunga diretta ha soprattutto dimostrato quanto sia in piena crisi l’emittenza sarda, incapace infatti di produrre valide alternative.

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Editoriali : Analisi dati RadioMonitor per la Sardegna
cristian Inviato il 24/7/2013 12:59:35

Sono stati pubblicati i dati RadioMonitor relativi al periodo Gennaio-Giugno realizzato su un campione di 60.000 interviste.

A livello nazionale, RTL 102.5 consolida il suo primato di emittente più ascoltata, con oltre 7 milioni di contatti giornalieri; numeri in aumento rispetto alla precedente indagine.  Segue ma in calo Radio Deejay. Mentre Radio 105 è la terza emittente più ascoltata.

Su una popolazione di 52.676.000 abitanti, il totale degli ascoltatori, secondo i dati di Radio Monitor risulta essere nel giorno medio 35.287.000 pari al 67%

Questa quindi la situazione per il giorno medio riguardante tutta la penisola:

1) RTL 102.5 7.001.000
2) Radio Deejay 5.056.000
3) Radio 105 4.836.000
4) RDS 4.685.000
5) Radio italia smi 4.591.000
6) Rai Radio1 4.343.000
7) Rai Radio2 3.083.000
8) Virgin Radio 2.352.000
9) Radio 24 2.134.000
10) Radio Kiss Kiss 1.977.000

Andiamo ora ad analizzare i dati riguardanti la nostra regione, a cominciare dalle emittenti nazionali.
1) RDS 243.000
2) Radio 105 233.000
3) Radio italia smi 201.000
4) Rai Radio 1 171.000
5) RTL 102.5 147.000
6) Radio Deejay 119.000
7) Rai Radio 2 106.000
8) Virgin radio 64.000
9) Radio R101 62.000
10) Radio Capital 56.000

Nell’isola abbiamo una percentuale di ascolto tra la popolazione pari al 64%
I dati a parte qualche eccezione non si discostano nel nostro caso, da quanto visto con le indagini precedenti, che già dai tempi di audiradio vedono sempre RDS o 105 alternarsi in testa. Ben diversa è invece come abbiamo visto la situazione a livello nazionale.

Viene confermato anche in Sardegna il crollo dei dati RAI, mentre molte altre emittenti ( Radio Italia, RTL 102,5 e altri)  rispetto ad i dati precedenti vedono anche da noi il numero di ascoltatori aumentare.
Buono il valore di Virgin radio considerando le poche frequenze attive (ed il loro stato).

Tra le delusioni abbiamo Radio Kiss Kiss. Nonostante gli scambi con radio padania e le conseguenti nuove attivazioni, l’emittente arriva a 43.000 contatti giornalieri, tallonata con 42.000 ascolti da Radio Maria.

Alcune syndication e altre emittenti:

Radio Nostalgia 6.000
Radio Cuore 4.000
Radio Sportiva 22.000
Dimensione Suono Roma 3.000 ascolti nell'isola
Radio Lattemiele 32.000


Passiamo ora alla situazione della radio  locali iscritte:

1) Radiolina 83.000
2) Sintony 80.000
3) Radio studio one 16.000
4) Radio Iglesias 12.000
5) Radio Macomer Centrale 11.000

Altre radio locali 56.000
Non ricorda quale radio 55.000


Rispetto allo scorso anno, risulta quindi meno marcata la differenza in termini numerici tra Sintony e Radiolina, con quest'ultima ancora in testa.

Per altre informazioni e confronti con i dati precedenti vi rimando al sito www.radiomonitor.it

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Editoriali : Clamorosa apertura dell'AGCOM sotto i 30MHZ
cristian Inviato il 17/6/2013 15:38:20

Quello proposto dall’AGCOM non è un bando, ma per ora solo una consultazione per verificare  se vi è interesse in questo senso.


L’argomento è comunque storico, perché per la prima volta, viene aperta ad i privati una porzione di spettro da molti ignorata. Stiamo parlando infatti delle frequenze al di sotto dei 30MHZ comprendenti le onde corte, e le onde medie. Proprio in queste ultime, come specifica l’AGCOM stessa sono libere diverse frequenze in seguito alla chiusura da parte della RAI.


 Il soggetto interessato ad effettuare radiodiffusioni sonore in onde medie e  corte e, comunque, in bande di frequenza inferiori a 30 MHz è invitato a fornire i dati di seguito  indicati, tenuto conto che quanto dichiarato non è da considerarsi vincolante in relazione alle  successive autorizzazioni e/o assegnazioni di diritti d’uso delle frequenze di competenza del  Ministero dello Sviluppo economico, ma è finalizzato unicamente a fornire all’Autorità elementi  tecnici per valutare il grado di interesse per la banda in argomento:
3.1) Manifestazione di interesse ad effettuare radiodiffusioni sonore in onde medie e corte e, comunque, in bande di frequenza inferiori a 30 MHz, recante denominazione, identità giuridica e sede legale dello scrivente e campo di attività con indicazione di eventuali titoli abilitativi  (autorizzazioni e diritti d’uso) già posseduti.
3.2) Breve descrizione (massimo 2 pagine) del servizio che si intende offrire, incluse:
3.2.1) indicazione della banda di frequenza che si intende utilizzare;
3.2.2) indicazione della tecnologia (analogica o digitale) che si intende utilizzare,
3.2.3) la copertura geografica di interesse;
3.2.4) la tempistica di massima del proprio piano progettuale; 

Alcuni tra i lettori probabilmente non hanno la minima idea, di cosa ci sia sotto i 30MHz, altri aggrotteranno la fronte dubbiosi.

Vediamo quindi di conoscere meglio questo “misterioso” mondo.

E’ proprio qui, ancor prima della banda FM che è nata la radio. Frequenze impiegate da diversi stati, per trasmettere i propri programmi in diverse lingue del mondo.  Oltre a questo, troviamo porzioni di spettro riservate ad i radioamatori, ed altre a servizi utility (guardia costiera, comunicazioni navali e aeronautiche, militari, radar, spie, e altro ancora). Quindi con la denominazione “sotto i 30MHZ” si intendono in questo caso solo le porzioni destinati all’uso broadcast.
I fenomeni propagativi e le distanze coperte, sono ben diverse da quanto conosciamo nel mondo fm.  Attualmente   queste frequenze,  vengono utilizzate soprattutto dai radioamatori e dai dx’er ossia esperti di ricezioni lontane appassionati a questo mondo.
Tuttavia, con l’avvento di internet e del satellite sono numerose le emittenti che già da diversi anni hanno tagliato o abbandonato del tutto queste frequenze.
La qualità audio in modulazione d’ampiezza non è certamente il principale veicolo trainante che possa far svegliare l’interesse verso questa banda. Ma va sottolineato come sia possibile utilizzare anche un sistema di trasmissione digitale, che consente una ricezione di dati e di audio di buona qualità.
Anche per i (pochi) impianti in onde medie rimasti della RAI si parla di una conversione in DRM.  La consultazione, come avete letto sopra, consente comunque di utilizzare anche la vecchia tecnologia in modulazione d'ampiezza, che rappresenta ancora il sistema più usato di trasmissione su queste bande.

L’occasione sembra interessante per tutti coloro i quali, consapevoli dell’impossibilità di trasmettere in fm, intendono realizzare qualcosa a bassa potenza su queste frequenze, magari attingendo dalle conoscenze dei pochi sperimentatori italiani (che non senza problemi legali) hanno già avviato da tempo queste trasmissioni.

Testo con il bando AGCOM:  http://www.agcom.it/Default.aspx?DocID=11232
Si veda anche l’articolo di : Andrea Lawendel  su http://radiolawendel.blogspot.it/2013 ... ati-sulle-onde-medie.html

Ascoltate ad esempio, la qualità della Radio Indiana ricevuta con il sistema digitale DRM, a 6000km di distanza:

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