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novità per le frequenze della telefonia mobile
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Roma, 28 giu. (Apcom) - Una redistribuzione delle frequenze utilizzate per la telefonia cellulare, sia a 900 che a 1.800 mhz, includendo in questo 'paniere' anche le frequenze liberate dalla vecchia tecnologia analogica Tacs, e quelle non utilizzate, e rientrate nella disponibilita' del ministero delle Comunicazioni di Ipse, il quinto operatore mobile mai partito. E' questo lo schema di un processo che ha visto oggi il primo passo, con la decisione dell'Autorita' delle Comunicazioni che ha dato il via libera ad una consultazione pubblica che dovra' dirimere i molti problemi che questo progetto pone.La consultazione durera' circa due mesi dalla pubblicazione del testo, e una decisione operativa dell' Authority e' ipotizzabile per ottobre.

Innanzitutto si dovra' decidere se le frequenze "in piu'" (Tacs e Ipse, ma ce ne sono anche alcune che sono state lasciate libere dai militari) dovranno essere redistribuite tra gli attuali operatori (Telecom, Vodafone, Wind e H3g) o se invece c'e' spazio per una gara per un quinto operatore mobile (che nel caso sarebbe gestita dal ministero).

In caso contrario quali dovranno essere le modalita' di riassegnazione delle frequenze, tutelando i diritti acquisiti (si pensi solo al costo pagato per le frequenze Umts, piu' di 4 mila miliardi di vecchie lire per ciascun operatore) e di assegnazione della capacita' trasmissiva in piu' a disposizione. Ad essere coinvolto sara' tutto lo 'spettro' frequenziale della telefonia mobile perche' ci saranno spostamenti per riorganizzare la presenza di ciascun operatore, in modo da rendere utilizzabili le nuove 'onde radio' disponibili.

Infine un'altra decisone potrebbe legare questo "refarming" (e' il termine tecnico dell'operazione) delle frequenze gsm, alla vicenda dell' introduzione dell'operatore mobile virtuale. Si tratta cioe' della possibilita' di operatori non strutturati, cioe' senza una propria rete di trasmissione mobile, di entrare nel settore dei telefonini 'affittando' capacita' di trasmissione dagli operatori tradizionali.

L'Autorita' potrebbe concedere le nuove frequenze a Telecom, Vodafone, Wind e H3g a fronte di un'apertura agli operatori virtuali. Ma tutto questo sara' deciso dopo i risultati della consultazione pubblica avviata dall' Authority.


fonte:Roma, 28 giu. (Apcom) - Una redistribuzione delle frequenze utilizzate per la telefonia cellulare, sia a 900 che a 1.800 mhz, includendo in questo 'paniere' anche le frequenze liberate dalla vecchia tecnologia analogica Tacs, e quelle non utilizzate, e rientrate nella disponibilita' del ministero delle Comunicazioni di Ipse, il quinto operatore mobile mai partito. E' questo lo schema di un processo che ha visto oggi il primo passo, con la decisione dell'Autorita' delle Comunicazioni che ha dato il via libera ad una consultazione pubblica che dovra' dirimere i molti problemi che questo progetto pone.La consultazione durera' circa due mesi dalla pubblicazione del testo, e una decisione operativa dell' Authority e' ipotizzabile per ottobre.

Innanzitutto si dovra' decidere se le frequenze "in piu'" (Tacs e Ipse, ma ce ne sono anche alcune che sono state lasciate libere dai militari) dovranno essere redistribuite tra gli attuali operatori (Telecom, Vodafone, Wind e H3g) o se invece c'e' spazio per una gara per un quinto operatore mobile (che nel caso sarebbe gestita dal ministero).

In caso contrario quali dovranno essere le modalita' di riassegnazione delle frequenze, tutelando i diritti acquisiti (si pensi solo al costo pagato per le frequenze Umts, piu' di 4 mila miliardi di vecchie lire per ciascun operatore) e di assegnazione della capacita' trasmissiva in piu' a disposizione. Ad essere coinvolto sara' tutto lo 'spettro' frequenziale della telefonia mobile perche' ci saranno spostamenti per riorganizzare la presenza di ciascun operatore, in modo da rendere utilizzabili le nuove 'onde radio' disponibili.

Infine un'altra decisone potrebbe legare questo "refarming" (e' il termine tecnico dell'operazione) delle frequenze gsm, alla vicenda dell' introduzione dell'operatore mobile virtuale. Si tratta cioe' della possibilita' di operatori non strutturati, cioe' senza una propria rete di trasmissione mobile, di entrare nel settore dei telefonini 'affittando' capacita' di trasmissione dagli operatori tradizionali.

L'Autorita' potrebbe concedere le nuove frequenze a Telecom, Vodafone, Wind e H3g a fronte di un'apertura agli operatori virtuali. Ma tutto questo sara' deciso dopo i risultati della consultazione pubblica avviata dall' Authority.

Inviato il :29/6/2007 13:35
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