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Re: Non ascoltiamo i network radio
#21
maestro
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onair......sei un MITO!
ovviamente che il parlato sia di gente che parli correttamente l'italiano, con cadenza o senza non è importante, basta che dica cose interessanti, non farfugliate tra risatine e mmmmm ghghg eeeeehh iiihhh, se non si è in grado..si taccia!

Inviato il :29/6/2014 17:28
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Re: Non ascoltiamo i network radio
#22
Nobel
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Io prediligo le radio musicali, per il parlato, ci sn le "talk radio"

Inviato il :29/6/2014 20:51
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Re: Non ascoltiamo i network radio
#23
maestro
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credo che la maggior parte dell'ascoltatore ha come preferenza la musica all'interno di un palinsesto radiofonico,non mi è mai capitato di sentire in un negozio una radio tipo radio 24, o simili,perche anche se ora abbiamo la possibilita di avere la musica nei modi che conosciamo,la radio che trasmette musica pubblicita e notizie rimane comunque quella piu seguita,da chi sta in casa a fare le faccende domestiche,nei negozi,e in auto.poi il ragazzino che si carica lo smartphone di musica scaricata da internet e un'altra cosa,anche prima c'era chi ascoltava il disco o la cassetta del suo cantante preferito e che non seguiva assolutamente la radio.
concordo sul fatto che dagli anni 80 ad oggi poco è cambiato,la radio è quella ,è cosi,è il modo piu economico per fare radio,magari con tempi migliori si inventerà qualcosa,se la radio fm esisterà ancora.

Inviato il :29/6/2014 21:27
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Re: Non ascoltiamo i network radio
#24
maestro
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25/8/2008 19:39
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ma infatti credo si parlasse di radio con il parlato ma con contenuti di musica e informazione, credo che una radio che trasmetta 24 ore di musica con qualche interruzione pubblicitaria funzioni sola quelle tematiche tipo eurospin-conad-e altri centri che utilizzano la loro radio per i negozi, la radio invece è cresciuta dagli anni 80 ad adesso, sono alcuni editori radiofonici che sono rimasti con quella mentalità, infatti sono quelle meno seguite, ma diciamoci la verità, quante canzoni ascoltiamo che ci piacciono in un'ora di non stop da una radio che ha le selezioni musicali buttate li solo per fare musica? io al massimo ne sento due che mi possano piacera! ormai tutti se vogliono ascoltare la musica che piace facendo sport o lavorando si prende il suo bel mp3 e se la gode come vuole!

Inviato il :29/6/2014 21:38
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Re: Non ascoltiamo i network radio
#25
Guru
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Quindi,ricapitolando:il sig.Linus è un gran c......e che è strapagato per far fallire la radio che,nonostante i suoi sforzi,rimane purtroppo una delle più ascoltate.
- La musica in radio è un inutile orpello che non interessa più nessuno (chissà poi perchè continuano a metterla tra un interessantissimo discorso e l'altro),perchè tutti hanno il tempo di andare a cercarsi e scaricarsi tutta la musica che vogliono e pure gratis (gli spot si pagano,la musica invece no?) nonostante il fatto che in una sola giornata sul web vengano pubblicate centinaia e centinaia di canzoni da tutto il mondo...
A questo punto,facciamo un passo avanti:ad ognuno la sua web radio con musica personalizzata e commenti dello stesso utente che in questo modo non si annoierà ad ascoltare se stesso.Una radio per ogni ascoltatore,semplicemente geniale.
Siamo i numeri uno:tutto il resto del mondo è rimasto indietro!

Inviato il :30/6/2014 20:07
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Re: Non ascoltiamo i network radio
#26
Guru
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5/9/2006 17:03
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Certo che estremizzare un concetto per farlo apparire insensato o ridicolo non è il massimo in una discussione. Nessuno ha mai detto che la musica in radio sia solo un inutile orpello, bensì che oggigiorno, prendere la musica come punto focale su cui basare il palinsesto di un'emittente è semplicemente anacronistico, poiché la radio non è più il veicolo principale per diffondere la musica. In altre parole: se un tempo, per ascoltare la nostra canzone preferita, dovevamo aspettare che passasse in radio, oggi ci basta immettere titolo e artista su Youtube o Spotify, ed in pochi secondi il nostro pezzo viene riprodotto.
Anch'io non amo le radio prevalentemente musicali, proprio perché, come faceva notare Mixage, su dieci canzoni programmate, è già tanto se ce ne piacciono tre, o che in quel momento avevamo voglia di ascoltare proprio quelle. Per me la radio oggi è sinonimo di intrattenimento, informazione ed interazione, con le canzoni che devono servire per dividere un intervento dall'altro, il quale dev'essere comunque più esteso dei dischi stessi. E poi, parliamo di fidelizzazione: mi spiegate come si fa ad affezionarsi ad una radio che passa quasi esclusivamente musica, senza l'impronta personale dei diversi speaker che scandiscono la giornata?

Inviato il :1/7/2014 5:26
Deejay Raf
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Re: Non ascoltiamo i network radio
#27
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24/10/2011 23:15
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Be',almeno ti ho spinto ad esprimerlo meglio il concetto,visto che il tuo post precedente era abbastanza deludente,specialmente per il riferimento ai commenti all'articolo...spero che il tuo non fosse fra quelli offensivi che ho letto.
Il termine "anacronistico" nella musica e tutto ciò che la riguarda,compresa quindi la radio,non ha alcun senso.Una recente ricerca USA ha confermato che la radio FM è ancora il principale veicolo di diffusione e promozione della musica,nonostante tutte le nuove modalità di fruizione.E mi pare che gli americani sappiano qualcosina più di noi sulla radio.E se si guarda alla produzione mondiale,ci sono artisti che si rifanno ai suoni degli anni 70,quelli che si ispirano a quelli degli anni 80,90 etc.Basta vedere i successi dei vari Justin Timberlake,Robin Thicke,il ritorno di Michael Jackson,etc.
Concordo sul fatto che le selezioni delle radio musicali non sono fidelizzanti,proprio perchè sono praticamente dei minestroni.E'un problema di format,che in Italia non esiste.Tutte uguali,e i risultati sono questi.Poi,tra le ammucchiate di conduttori e il triste non-stop,ci sarà pure una via di mezzo!

Inviato il :1/7/2014 19:56
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Re: Non ascoltiamo i network radio
#28
Guru
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5/9/2006 17:03
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31/10 17:24
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Citazione:

gap-band ha scritto:
Be',almeno ti ho spinto ad esprimerlo meglio il concetto,visto che il tuo post precedente era abbastanza deludente,specialmente per il riferimento ai commenti all'articolo...spero che il tuo non fosse fra quelli offensivi che ho letto.


Nel precedente post non mi sono dilungato, poiché si parlava della chiusura di Asganaway, e visto che qui si discute prevalentemente di etere sardo, ho pensato che il mio giudizio da fan di Radio Deejay potesse risultare poco interessante.
Se leggi un commento offensivo, in qualsiasi luogo e su qualunque argomento, ti posso assicurare che non può appartenere a me. A corredo di quell'articolo di RadioSpeaker, il turpiloquio era esclusiva dei cosiddetti zoofili, che a quanto pare non sono capaci di esprimersi in altra maniera. Il mio lo si trova facilmente, visto che il nick è sempre quello.

Citazione:

gap-band ha scritto:
Una recente ricerca USA ha confermato che la radio FM è ancora il principale veicolo di diffusione e promozione della musica,nonostante tutte le nuove modalità di fruizione.


Il concetto di radio in america è notevolmente diverso dal nostro. Là si dividono quasi tutte per genere musicale, spesso esplicitato dal nome stesso dell'emittente. Per cui non metto in dubbio che negli States la radio mantenga ancora un ruolo centrale nella promozione e diffusione della musica, sebbene la rete sia ormai il mezzo più veloce, soprattutto dall'avvento dei servizi in streaming tipo Spotify.
Ma parliamo dell'Italia. Secondo me, il primo segno che qualcosa è cambiato, è il fatto che la radio non viene più ascoltata dai ragazzini. Tutti posseggono smartphone e computer, ma in quanti hanno una radiolina? Il mio campione è certamente limitato, ma vi assicuro che nelle camerette dei teenager, l'FM non suona più.

Inviato il :1/7/2014 22:47
Deejay Raf
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Re: Non ascoltiamo i network radio
#29
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Che i ragazzini non ascoltino la radio è fuori dubbio,ma è anche vero che nel nostro paese sono ormai una "minoranza etnica" dato che si fanno sempre meno figli.Non sono più da tempo un target di riferimento per le radio che probabilmente per questo motivo sono diventate tutte "talk",almeno le nazionali.Ma le locali,non avendo risorse da scialare potevano cogliere l'occasione di differenziarsi per genere e invece hanno perso il treno.Il fatto che il concetto di radio in USA sia diverso dal nostro forse dovrebbe far riflettere i nostri editori:se lì funzionano e sono vere e proprie aziende,un motivo ci sarà.Ma la situazione è analoga anche vicino a casa nostra:le radio nazionali francesi,che riesco ad ascoltare facilmente in fm quando vado al mare grazie alla vicinanza con la Corsica,sono in gran parte radio di flusso con interventi ogni 2 o 3 brani e sono orientate per genere.La radio è questa in tutto il mondo,si fa così,la talk/news è un altro format che non si può "ibridare" con altri.Saranno 25 anni che parlo di queste cose con gli editori che ho avuto occasione di conoscere,ma da quell'orecchio non ci hanno mai sentito...mah..."chi è causa del suo mal,pianga se stesso"...



Inviato il :2/7/2014 0:04
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Re: Non ascoltiamo i network radio
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Toh, sto fuori quattro giorni e qui di dibatte...!
Speriamo di mantenere sempre la discussione su toni appassionati ma pacati, diversamente dorvò dirottare il piacevole tempo che passo qui a leggere e scrivere, verso la decorazione compulsiva delle mie unghie dei piedi.
Escluderei radio Eurospin e le altre InStore dal dibattito per il sol fatto che nascono per soddisfare esigenze diverse da quelle di qualsiasi radio FM. Evidentemente chi ne parlava non ne è al corrente.
Nei quattro giorni di assenza sono stata al riparo dalla tecnologia in una zona della costa oristanese nella quale anche la radio fatica a farsi sentire. Dalle 6 di mattina ho ascoltato Radio 2, unica rappresentante di Marconi nell'FM in quell'area geografica. Se mai avessi avuto dubbi - e non ne ho - la radio è fatta di parole. Ore 6: Caterpillar A.M. Mondiali: una co-conduzione espressa alla massima potenza per due ore di intrattenimento leggero, dinamico, sagace ed ironico come solo accompagnati per mano dalla cultura si può fare. Ascoltatore in primo piano, chiamato ad intervenire in continuazione su temi leggeri - e preparati a dovere! - di cronaca, costume, sport, riguardanti la giornata che sta iniziando. In alcuni passaggi quella dell'ascoltatore al telefono era la quinta voce in onda, senza che la scorrevolezza ne avesse a patire. Grande sinergia fra i conduttori, mai in sovrapposizione, capaci di esprimere con poche parole concetti come pennellate ad immagini suggestive ed ironiche. Inutile dirlo, musica in secondo piano mai annunciata o disannunciata. In epoca di immagini, grande esempio di radio a colori. Stamane, di rientro e di nuovo con l'Fm affollata in macchina, un conduttore locale ci ha tenuto a farmi sapere quale fosse l'album di provenienza di Walking on the moon, ci ha tenuto ad erudirmi sull'anno di pubblicazione dell'album e non ha potuto fare a meno di citare la mitica casa di produzione londinese alla quale si deve tale pubblicazione. Che tristezza.
Prossimo commento, come se lo leggessi: "ma quella è la Rai, vuoi mettere i soldi per pagare i conduttori...!"
Se possiamo, evitiamo i commenti facili facili e guardiamo oltre: esisterà una sana via di mezzo fra il professionista nazionale ed il conduttore locale come quello che mi ha intristito stamane? Piuttosto che tenere aperto Wikipedia e leggere nozioni alla "Lascia o Raddoppia", non si può parlare di cosa succede intorno, magari facendolo raccontare direttamente dagli ascoltatori?
Per venire alle radio americane: se vogliamo sottolineare il fatto che le radio in USA siano delle aziende - ma perché, cosa dovrebbero essere? - non abbiamo bisogno di confronti a stelle e strisce per esprimere un concetto che qui abbiamo espresso già più volte. Se invece il confronto con le radio americane sta su un piano comunicativo non ci sto: in Italia abbiamo forse gli stessi gusti degli americani? Sordi e "Un americano a Roma" insegnano"; noi siamo passione e anima, suggestione e fantasia, perché dovremmo rinunciare ai maccaroni?


Inviato il :4/7/2014 0:04
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