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Web Radio Italia: nasce il portale dedicato alle web radio
Inviato da cristian il 3/12/2011 21:54:27

site1L’instancabile Maurizio La Rosa ha realizzato un nuovo progetto WebRadioItalia.com  che intende diventare il punto di riferimento per chi fa web radio in Italia.

Raggiungibile all’indirizzo  http://www.webradioitalia.com il portale, attivato da pochi giorni, intende creare un polo di informazione mediante il censimento delle web radio italiane, la vendita di spazi pubblicitari, le notizie legali,  le convenzioni e quant’altro riguardi il mondo delle web radio.

Per far questo è disponibile per gli utenti registrati anche un forum,  sul quale trattare e scambiarsi le opinioni su diversi argomenti.

Non mancano inoltre video e recensioni sui ricevitori impiegati per l’ascolto delle web radio,  senza utilizzare  un pc.

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conclusa l'asta ma cosa significa LTE?
Inviato da cristian il 2/10/2011 21:08:15

lteAmmonta a 3,945 miliardi di euro l'incasso dell'asta conclusasi nei giorni scorsi per le frequenze LTE (acronimo di Long Term Evolution).

Le frequenze da 800MHz, considerate le più importanti perché con una copertura più semplice rispetto alle altre sono state aggiudicate da  Telecom, Vodafone e Wind mentre è rimasta fuori da questo blocco H3g.Le frequenze in vendita, divise in vari blocchi erano le seguenti: 800 MHz, 1800 MHz, 2000 e 2600 Mhz.

Riepilogando i risultati finali sono stati i seguenti:

banda 800 MHz:  2 blocchi a testa Vodafone, Telecom Italia e Wind;

banda 1800 MHz: 1 blocco a testa Vodafone, Telecom, H3g;

banda 2600 MHz: 4 blocchi H3g, 4 Wind, 3 Telecom, 3 Vodafone.


Il primo blocco, quello a 800 Mhz sarà quindi impiegato nelle aree rurali in quanto come già sottolineato in precedenza consente a parità di potenza una maggiore copertura.
Non sono mancate le polemiche in quanto queste frequenze sono impiegate dai canali televisivi (dal canale 61 al 69). Su questo punto molto importante, che secondo molti rappresenta un duro colpo per le emittenti locali ci torneremo con un altro articolo.
Pertanto si dovrà attendere la regolamentazione del cosiddetto dividendo digitale, e la liberazione di queste frequenze da parte delle emittenti alle quali andrà un indennizzo ritenuto da tutti non sufficiente per coprire le perdite. Se i tempi saranno rispettati la nuova tecnologia prenderà il via nel 2012.

La modalità LTE contrariamente a quanto riportato da diversi mass-media non rappresenta una tecnologia 4G, ma è una via di mezzo che viene incontro ai problemi di connettività, aumentando la velocità delle connessioni dati per terminali mobili (smartphone, chiavette, ecc..).
Si tratta quindi di uno standard che migliora l'attuale HSPA, con velocità sino a 3 volte superiori a quelle attualmente disponibili in una singola cella e che potrà in futuro evitare la congestione della rete dovuta al fatto che sempre più persone si collegano ad internet attraverso dispositivi mobili.

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Progetto @LL-IN, 5 mln per Centri di accesso pubblico
Inviato da cristian il 30/6/2011 23:19:41

fonte:www.regione.sardegna.it
CAGLIARI, 30 GIUGNO 2011 - Con un investimento di quasi 5 milioni, la Regione Sardegna realizzerà, entro l’anno, 200 centri di accesso pubblico, con l’obiettivo finale di garantire la copertura del territorio regionale con almeno una postazione informatica assistita in ogni comune dell’Isola. E’ quanto prevede il progetto @ll-in, presentato stamane a Cagliari in un convegno promosso dall’Assessorato regionale degli Affari generali, personale e riforma della Regione, con il coinvolgimento e la collaborazione dei Comuni, delle Province, delle istituzioni scolastiche, delle associazioni rappresentative e di quanti operano nel campo socio-culturale. 

"@ll-in è uno strumento di innovazione per ampliare la conoscenza, per favorire il progresso e per lo sviluppo delle nuove tecnologie che contribuiscono - ha detto l’assessore Mario Floris che, in apertura dei lavori del convegno, ha portato i saluti del presidente della Regione Ugo Cappellacci - a superare il divario digitale infrastrutturale e rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale. Internet, la rete e le sue potenzialità devono diventare accessibili a tutti i cittadini, in tutti gli strati della società, con particolare riguardo a quelle fasce di popolazione che, finora, hanno registrato le maggiori difficoltà di accesso ai servizi telematici e alle nuove tecnologie". 

I centri di accesso pubblico potranno essere ospitati in locali messi a disposizione da enti o associazioni, mentre la Regione fornirà gratuitamente gli arredi e le dotazioni informatiche (pc, stampanti, ausili per ipovedenti e diversamente abili) per navigare sul web e acquisire una competenza informatica spendibile anche nell’ottica di una qualificazione per il reinserimento lavorativo degli inoccupati, dei disoccupati e delle donne. 


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Per chiudere i siti ci pensa L'AGCOM
Inviato da cristian il 27/6/2011 19:54:28

agcomL'Olanda passerà alla storia per essere il primo paese in Europa ad aver regolamentato per legge la neutralità di internet. In sostanza la connessione, il traffico internet, non potranno essere in alcun modo limitati.Certo sarà sempre possibile stipulare offerte e contratti di vario tipo, ma non sarà possibile bloccare siti internet o servizi come Skype che alcune compagnie telefoniche in Italia invece filtrano o limitano nei minuti giornalieri o mensili. 
Anche l'Italia passerà alla storia, ma come al solito, per ben altri motivi. Dal 6 luglio infatti entrano infatti ufficialmente in vigore le nuove norme, che «teoricamente» servono per bloccare o cancellare i siti internet che contengono violazioni di Copyright.

L'AGCOM diventa lo sceriffo della rete, e potrà muoversi in questo modo:
1)Un sito viene segnalato, ad esempio per Copyright. Il responsabile del sito ha da questo momento 48 ore di tempo per rimuovere i contenuti ritenuti
2)Trascorse 48 ore, se nulla viene fatto, si avvia un contraddittorio dalla durata di 5 giorni.
3)Trascorsi 5 giorni, il sito viene rimosso.E' importante sottolineare come nel caso di siti residenti in server esteri, vengano resi irraggiungibili dall'Italia.

Numerose sono le proteste da parte della rete http://sitononraggiungibile.e-policy.it/  non perché si è d'accordo sulla violazione del diritto d'autore ma per la mancanza di verifiche  in un provvedimento che va a colpire anche il semplice blog e un piccolo sito oscurandolo del tutto, anche nel caso della pubblicazione errata di una semplice immagine coperta d'autore.I blogger sono quindi avvisati, si portino anche durante le vacanze estive, il portatile ed il telefono per poter rimuovere eventuali contenuti entro 48 ore, perché l'Italia sta per diventare il primo paese al mondo dove non sarà un giudice a stabilire quello che è lecito o meno pubblicare...

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nuovi flussi streaming per Unica Radio
Inviato da cristian il 21/4/2011 9:38:50

Unica Radio, la web radio degli studenti universitari di Cagliari, segnala l'attivazione di due nuove modalità di ascolto in streaming.

Ora infatti è possibile l'ascolto mediante flusso mp3 a 192 Kbps e tramite tecnologia AAC a 64 Kbps.


L'ascolto inoltre è possibile da tutte le piattaforme anche tramite software come VLC,iTunes, e Windows Media Player e da luoghi pubblici anche in presenza di firewall.


Infine ricordiamo per gli studenti interessati che Unica Radio offre la possibilità di un tirocinio formativo per comprendere e sperimentare la comunicazione radiofonica con la collaborazione di enti e realtà locale.Altre informazioni sono disponibili nel sito dell'emittente all'indirizzo: http://www.unicaradio.it

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wimax una promessa non mantenuta?
Inviato da cristian il 30/3/2011 12:49:59

che fine ha fatto il wimax?

Nel 2008 lo stato aveva incassato ben 136 milioni di euro dall'asta per la cessione dei diritti d'uso della banda 3.4-3.6 GHz.

Per la Sardegna ricordiamo  i vincitori: AriaDSL, Telecom Italia, e A.F.T e come per tante altre regioni nessuno di questi operatori ha poi messo effettivamente in campo offerte su questa banda.


Da un lato, pochi lo hanno segnalato, ma esistono già sul territorio isolano aziende che vendono un servizio che per l'utente può sembrare simile, anche se le tecnologie e le frequenze impiegate sono diverse.
Stiamo parlando infatti dell' Hiperlan (da cui deriva il Wimax), che oltre a lavorare su una frequenza diversa, è particolarmente sensibile alla presenza di ostacoli e quindi a differenza del wimax, antenna trasmittente e ricevente devono essere visibili e su portata ottica; basta infatti un semplice albero per ostacolare il segnale.


Per segnalazioni e tematiche riguardanti internet mobile, hiperlan e wimax ricordiamo che è possibile utilizzare la specifica area di discussione del nostro forum, raggiungibile su questo link:http://www.sardegnahertz.it/html/modu ... bb/viewforum.php?forum=12
In particolare ci farebbe piacere sapere se tra i lettori vi sono clienti di aziende che utilizzano sistemi di questo tipo.

Concludiamo segnalando un articolo di www.punto-informatico.it che cerca di fare il punto sulla situazione:

" Movimenti per rilanciare la tecnologia, che gli operatori dicono bloccata dalla crisi. Agcom pronta a una proroga per loro. Mentre le emittenti televisive locali promettono battaglia sulle frequenze LTE
Roma - Il settore WiMAX si sta riassestando: principale protagonista Linkem che ottiene in affitto il ramo d'azienda di Retelit che si occupava della tecnologia wireless e si sostituisce ad Aria nell'accordo strategico con Telecom Italia.
Aria e Retelit sono due delle aziene che si erano aggiudicate le licenze per le frequenze necessarie ad implementare la connettivita via radio, ma che al momento non sarebbero riuscite a soddisfare gli obblighi di copertura minima imposti dal bando ministeriale dell'asta relativa: questo significa che potrebbero perdere le licenze per mancato rispetto degli obblighi di copertura se l'Authority non sceglierà (come sembra invece disposta a fare) di concedere due anni di proroga per mettere a segno gli obiettivi fissati in occasione della gara, ovvero coprire almeno i Comuni concordati tra quelli in digital divide.
Le aziende che si sono impegnate con la connessione ad alta velocità via radio ritengono sia colpa non della tecnologia, ma della congiuntura economica negativa che le ha investite intralciando lo sviluppo prefissato. "Il nostro era un piano pre-crisi, che abbiamo dovuto correggere" spiega Giacomo Robustelli di Aria.

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Spunta un ostacolo per l'asta LTE
Inviato da cristian il 10/3/2011 10:01:17

fonte:www.punto-informatico.it

lte

Roma - Intoppo non da poco sul percorso che dovrebbe portare all'asta delle frequenze liberate dal passaggio al digitale terrestre, e da cui Governo vorrebbe recuperare 2,4 miliardi di euro: mancano quelle al momento di proprietà del Ministero della Difesa.
L'offerta di frequenze dello Stato italiano alle telco avrebbe dovuto contenere, oltre a quelle liberate dalle TV locali e corrispondenti agli 800 Mhz, anche le frequenze a 2,6 Ghz indispensabili per la realizzazione dell'LTE di prossimità. Tuttavia la Difesa che le detiene, ma non le utilizza, chiede ora un corrispettivo economico per rilasciarle. Così, nel Piano nazionale di ripartizione delle frequenze pubblicato sul sito del ministero dello Sviluppo economico queste non figurano.


Si stava, insomma, vendendo la pelle dell'orso prima di averlo catturato: già si era aperto il dibattito sul destino dei 2,4 miliardi di euro attesi dall'asta sulle frequenze liberate con il digitale, con le parti divise tra la costituzione di un nuovo "tesoretto" per permettere al Governo interventi finanziari di varia natura, e l'obbligo di specifico reinvestimento nel settore digitale originario dei fondi.

Le procedure sono ancora da stabilire: per il momento l'Agcom ha avviato quelle di sua competenza per quanto riguarda la messa a punto del bando di gara. Per il resto sembra concretizzarsi lo strumento del beauty contest, che lascia ampio margine di discrezionalità all'autorità competente alla scelta, e il ministero dell'Economia attraverso la legge di stabilità 2011 ha stabilito la scadenza entro cui tutto dovrebbe svolgersi: settembre

segue nell'articolo completo, cliccare su Leggi tutto...

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Accordo per 40 km di fibra ottica
Inviato da cristian il 12/2/2011 4:20:00

fonte:www.regione.sardegna.itcavo

CAGLIARI, 10 FEBBRAIO 2011 - La Regione Sardegna compie un ulteriore passo avanti nella realizzazione delle opere per lo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi a banda larga nelle aree svantaggiate del territorio regionale. 
Grazie all’intesa siglata oggi dall’assessore degli Affari Generali, Mario Floris, con la Provincia di Cagliari, rappresentata dalla vicepresidente Angela Maria Quaquero, e con Telecom Italia, rappresentata dal responsabile Access Operations Area Centro, Giovanni La Spada, sarà possibile velocizzare la realizzazione di oltre 40 Km di tratte di cavo in fibra ottica necessari per il collegamento ad altissima velocità delle rimanenti centrali telefoniche dalle quali è erogato il servizio ADSL per una vasta zona del Cagliaritano. 


In particolare, beneficeranno dei servizi a banda larga i cittadini e le imprese dell’area compresa tra i comuni di Burcei, Siurgus Donigala, Escalaplano, Nurri, Orroli e Domus De Maria. "Il protocollo d’intesa rafforza l’azione della Regione per ridurre, e in prospettiva abbattere del tutto, il divario digitale nell’isola", ha spiegato l’assessore Floris. 
"L’accordo, che rende più rapido il rilascio delle autorizzazioni per eseguire le opere sulle strade di competenza provinciale, prevede – ha sottolineato l’esponente della Giunta Cappellacci - un indispensabile coordinamento tra i partner sottoscrittori per ciò che riguarda le attività di progettazione esecutiva, realizzazione delle opere e di esecuzione a regime della manutenzione delle infrastrutture e dei percorsi stradali". 

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tra chiusure e novità, arriva RWS Diffusione Danza
Inviato da cristian il 26/10/2010 10:53:30

latina_Recentemente vi abbiamo descritto su questo articolo, le pessime novità riguardanti le web radio e web tv presenti in internet.
I recenti sviluppi hanno portato la SIAE alla riattivazione delle licenze personali, con un costo di 480 euro annuali, purché nell'audio e sul sito non siano presenti comunicati e banner commerciali.
A questo ribadiamo va aggiunta la probabile decisione dell'AGCOM di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi.

Diverse web radio chiudono, tra cui RadioStudioOnline  che ha  annunciato la chiusura prevista per il 1 novembre.

Da Carbonia, Radio Latin Sound  comunica che dal 29 novembre chiuderà le trasmissioni per associarsi ad un network nazionale dedicato alla danza. Si tratta di Radio Web Stereo Diffusione Danza.
Radio Web Stereo, è nata nel 2005 da un’idea del suo editore e direttore artistico Giancarlo De Vincentis. A differenza delle comuni radio FM, RWS, per la sua dislocazione  sul web avvalendosi delle tecnologie più avanzate, non ha confini geografici ne limiti di comunicazione, semplice da raggiungere grazie alla possibilità di essere ascoltata con qualsiasi player o semplicemente aprendo il sito internet della radio: www.radiowebstereo.it.

RWS Diffusione Danza rappresenterà il punto di riferimento della danza sportiva nella nostra nazione, in grado di farci ascoltare interviste con Grandi Campioni, collegamenti in tempo reale con le più importanti competizioni del Mondo e le tante hit’s provenienti da ogni angolo del pianeta. Insomma, dove c’è il ballo che conta, lì ci sarà RWS Diffusione Danza, abbattendo le barriere dello spazio temporale e soddisfacendo pienamente le attese di professionisti ed appassionati.
Ideatore e direttore di questo progetto è Emanuele Ledda, ballerino competitore da sempre appassionato di Danza e Danza Sportiva, con il supporto di Ibelis Santos Ruiz, giornalista e speaker cubana,  che è riuscito a fare di questo progetto una vera e propria comunità dove i danzatori italiani si riuniscono per colorare la loro giornata, allenarsi comodamente da casa e essere informati da tutto ciò che ruota nel sistema “Danza Sportiva”. Trasmissioni 24 ore su 24, con un palinsesto puntuale e impeccabile, faranno di questa radio la stella di riferimento per tutti i ballerini naviganti del web.
L'emittente sarà raggiungibile su www.radiowebstereo.it/diffusionedanza

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Nuova normativa: web radio, web tv e servizi simili sono a rischio chiusura
Inviato da cristian il 14/10/2010 22:30:00
Internet

tombBrutte notizie per le web radio e le web tv.

L' AGCOM sta terminando l'approvazione della nuova normativa (probabilmente sarà approvata e pubblicata nei primi giorni di novembre) che per come è stata proposta, se non ci saranno modifiche radicali, stravolgerà il mondo delle web radio e delle web tv così come le conosciamo ora.

Tutto nasce delle delibere n.258/10/CONS e la n.259/10/CONS che nel mese di luglio hanno avviato la consultazione del regolamento sulla trasmissione di servizi audio e video in rete.
Secondo la proposta di questo nuovo regolamento, ci sarebbero una marea di nuove procedure burocratiche, documentazione da inviare e nuove spese da sostenere.
Ci sarà un costo per la sola autorizzazione a trasmettere di circa 3000 euro, a cui si aggiungono SIAE e SCF. Si dovrà attendere 60 giorni prima di ottenere l'autorizzazione... Per non parlare delle multe che oscillano dai 15 mila a 2 milioni di euro!

In un primo momento la SIAE ha addirittura eliminato (modulo AWR )  dalle licenze la categoria 'radio personali', lasciando solo la distinzione tra radio web commerciali e comunitarie.
Questo preclude la possibilità per un privato di creare una radio sperimentale o hobbistica e rende necessaria almeno la realizzazione di un'associazione.
Tale decisione è stata anticipata, nonostante la normativa non sia ancora stata approvata, ed infatti subito si è corsi ai ripari, tornando indietro e al momento il modulo AWR risulta 'in costruzione'.

Secondo l'AGCOM questo regolamento non è altro che l'interpretazione del decreto Romani, il quale oltre ad intervenire nella regolamentazione di contenuti audio e video in rete, consente all'AGCOM stessa tutta una nuova serie di poteri che a molti sono sin da subito sembrati sproporzionati

Va detto infatti, che nonostante le modifiche, il decreto si lascia a molte interpretazioni ed in tanti speravano nel buon senso da parte dell'Agenzia delle comunicazioni.
Sicuramente la situazione è tutt'altro che definitiva, per ora dovendo interpretare ciò che emerge in questi giorni, pare che si sia creata una situazione paradossale, dove quello che sembrava chiarito dopo la modifica del decreto, (e cioè come gli obblighi non riguardino web radio e tv no profit) sia stato invece ora completamente rimesso in discussione.
In sostanza dove non è arrivato il decreto, perché modificato tra le proteste si sta cercando invece di arrivare ora.
Per essere soggetti alla nuova normativa, basterà infatti erogare un servizio che incassi qualcosa, dunque anche un semplice banner pubblicitario ma molto più semplicemente si fa riferimento al concetto di « fare concorrenza alla tv tradizionale.»
Poiché i soggetti coinvolti sono tantissimi, perché non parliamo solo di streaming, ma anche di servizi ondemand, quali podcast, Videoblog o siti come Youreporter.it riteniamo che nei prossimi giorni questo diventerà un argomento molto dibattuto, sul quale speriamo, possano esserci chiarimenti positivi.

Una delle prime web radio a segnalare quanto rischia di succedere è proprio  Radio Fusion che dalle pagine del sito http://www.radiofusion.it e tramite Facebook ha già lanciato un appello per far conoscere il problema a tutti i suoi ascoltatori.

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